Ci sono racconti che non possiedono alcuna nostalgia, alimentati solo da una corrente a ritroso, un'inversione del vento.Duglia nel '43, dopo l'armistizio dell'8 settembre, se ne correva al riparo nella Crista da possibili rappresaglie dei nazifascisti di passaggio ed in quella corsa c'era anche mia nonna Teresa con una "sarcina" di figli addosso, tra cui mio padre.
A lungo Duglia è rimasta polve...rosa, fatta di pietre su un fianco in salita del fiume. Ed essa aveva un poeta che quelle pietre mangiò e le scritte di Santo sui muri inneggiavano all'Unione Sovietica, ma dietro c'era il colore di psicofarmaci del manicomio criminale di Reggio Emilia. Eppure a queste case che nella discesa sembrano spinte dalle rapide e poi si spandono nella pianura come bacino artificiale senza diga e pare che non vogliano dare niente a nessuno, lasciando alla solitudine San Benedetto, Gioia e Sant'Angelo. Dicevo, eppure a queste case ed ai pini della Crista in rassegna marziale io devo qualcosa.
Non solo l'infanzia, l'adolescenza divisa con Acri centro, ma soprattutto quell'aria onirica e di sogni senza cassetto, buttati lì in un poker a carte scoperte.
Duglia aveva un poeta e tanti ne ho scoperti nelle mie letture sulle scale di case, col sottofondo del sole nell'ombra del pomeriggio, il suono delle auto ed il fischio di richiamo tra noi amici.
Non ho nostalgia di questo. Mi sono solo soffermato a guardare uno dei luoghi della mia provenienza e, malgrado non mi parli più molto, ne guardo il silenzio di oggi, senza aspettarmi parole. Mi sono preso quelle che già mi ha dato, adesso gliene dovevo io qualcuna.
ANGELO SPOSATO
1 commento:
...e mancano quei fischi, quelle rimpatriate, i clubs, i poeti che si dimettevano dalla carica d sindaco, perchè meglio partire, che essere manipolati dai sempre troppo pochi...mancano i giovani a piedi, fotografati da figlio di monumento di qsto borgo...giovani dalle mille idee,riuniti attorno ad un fuoco, distesi su quel prato d'erba, ad ascoltare canzoni, che un amico artista ci suonava e quello forse bastava.
Mancano persone come tua nonna e mancano persone che la storia di Duglia ancora oggi la raccontano, perché hanno dimenticato quell' uomo,che per amore della famiglia, ha annullato la sua vita... persone che raccontano ai nuovi giovani della raccolta firme per aprire le omertose porte di un vecchio manicomio criminale, fatto ingenuamente credendo di "accorciare i tempi duri e ingiusti" per qllo stesso uomo...qllo stesso "Santo" writer.
Oggi mi guardo intorno e alla Crista vedo un grosso principio di disboscamento,così non ci resta che sperare che i nazifascisti non ritornino; vedo nella fiumara due grossi bidoni e la gente dissetarsi alla fontana di Gastia; vedo un deserto, quello stesso di cui tu, a volte, parli...Duglia, e non solo, si è desertificata...e a me sì che viene nostalgia...quei giovani di un tempo hanno scelto sentieri diversi..c'é chi si è smarrito, qualcuno è partito, altri son tornati,c'è chi lavora, c'è chi un lavoro purtroppo non ce l'ha, c'è chi si è fermato ad una stramaledetta notte precisa e c'è chi ancora, come te, per fortuna , sente ancora di dare indietro qualcosa a queste case a questa Crista.
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