12 marzo 2009

POETI


Del nobile boicottarsi di un poeta
ovvero l’esibizione di Piero Ciampi al Premio Tenco ’76
a cura di Patrizia Chiesa e Alessio Lega

dalla rivista A (febbraio 2009)


Quando – dopo un paio di infruttuosi tentativi – il Premio Tenco di Sanremo riesce ad averlo sul palco della rassegna, nell’anno di grazia 1976, Ciampi si ritrova nel tempio della musica d’autore e anticommerciale per antonomasia, adorato dagli organizzatori, che però, essendogli stati dietro da quando lui è sceso dal treno in piena notte, hanno fatto in tempo a conoscere le sue intemperanze “ero in platea (come sempre) ed ero sulle spine” ci confessa Enrico de Angelis trentadue anni dopo.

Lo storico presentatore, Antonio Silva, lo introduce sul palco con queste parole: “Più che cantare canzoni definite, si limita a venire sul palco e a essere sé stesso. In questo sta la sua carica violentissima: [essere] sé stesso fino in fondo, così, improvvisando, mettendosi a nudo senza alcun pudore. Se lo ascoltate con estrema attenzione, capirete che abbiamo di fronte un vero poeta”.

Verso la fine del suo percorso artistico, nel luogo meglio deputato a tributargli il doveroso omaggio che aspetta da una vita (ma che avrà solo in morte), Ciampi scazza, ancora una volta è come se si boicottasse: entra in scena con la base musicale – non cantava con dei musicisti ad accompagnarlo, ma con delle basi pre-registrate – già partita (perché ovviamente si è attardato a discutere nei camerini), vistosamente ubriaco e biascica:


Il marciapiede cedeva, consumato da attese e passi indimenticabili.Io, unico ospite, dalla paura mi precipitai in un’osteria ed, esplosa l’indifferenza, non ne uscii più. Per questo non so se siete ancora accesi, occhi lontani.Intanto, tra niente e niente, le braccia incrociate nella testa, mi accingo a tutto e continuo a cantare.



Te lo faccio vedere chi sono io
Ma come?
Una regina come te in un bordello come questo?
Ah, ah ma come si permettono?
Ma come?
Tu che sei la più bella, che sei meravigliosa,
che sei veramente la giustificazione della natura, che hai quel nasino
tutto così delicato, quelle sopracciglia così belle, ma come?tu in questo bordello? Mai!
Per cui io voglio che tu sia felice, amore adorato,ma perché tu sia felice voglio che tu abbia una casa con 14 stanze,
come hanno quei 14 imbecilli che ci stanno davanti,
chiaro? Che tu sei una regina, una regina ha bisogno di una reggia.
Comunque io ho un problema: poiché devo risolvere questo maledetto problema che abbiamo mi devi dare mille lire per il tassì che te le rendo verso le 14.
Ma che cosa ti avevo detto?
Una casa? Ma amore adorato, io ti compro un sottomarino
così quei quattro coglioni, che hanno la barca, sai i pipponi che si fanno?
Comunque stai bene attenta,
non un transatlantico io ti compro, neanche un sottomarino, io ti compro una sedia perché tu non ti muova più, perché quegli imbecilli non ti guardino mai più.

Si consideri ancora il fatto che sta cantando su basi preregistrate per capire la totale condizione surreale della presentazione dei musicisti (inesistenti) con cui strania il pubblico all’inizio del recital:

Secondo me la classe è la non-spiegazione.
Voi mi dite, perché tu vieni qua con... Le cose che voi sentite con questa orchestrazione sono i più grandi solisti italiani... beh, ci sarà qualche tunisino, qualche algerino, qualche slavo, qualche tedesco, non me ne importa niente. Questi sono dei grandi.


Allora io cosa faccio? Prima faccio delle cose con loro e poi vengo qua, dopo che ho fatto delle cose con loro e dove tutti mi onorano in Europa e anche oltreoceano.Ragazzi, io sono un uomo di mare, per cui: perché io dovrei fare delle cose senza di loro... ma tu vieni qua con le basi... ma allora io... io sono un grande chitarrista perché sono un gitano, faccio [modula un cantato], però io onoro questi ragazzi che mi hanno fatto... e poi vi dirò anche chi sono..Vogliamo fare un applauso a questi ragazzi, che sono vivi e non sono morti?
Vogliamo farlo?

Riesce a farsi ripetutamente fischiare e quasi provoca una rissa inveendo sul pubblico col suo fare, al contempo, gradasso e indifeso.

In questo discorso che vi farò, sono partito da una perdenza: un uomo per conquistare una donna deve essere debole. Le deve fare la corte. La corte... io ho imparato questo dai gatti: i gatti sono dei geni... ma adesso non è che io sono qua a parlarvi dei gatti. Io vi dico che i gatti non perdonano!Perché i gatti, prima di tutto, se fanno dei figli non li vogliono vedere... [il pubblico ride] secondo... [qualcuno dal pubblico urla “Sono orbi”]
Taci! Tu parla quando te lo dico io perché... scusami, se tu vuoi parlare vieni qua. Io rischio, te no.
Tu sei un anonimo, io no.

Questa trascrizione della registrazione (di qualità assai precaria) di quella serata ci fa entrare a gamba tesa in quel momento emozionante, rivelatore e imbarazzante (“Stavo sulle spine”, ci confessa con intatto brivido trentadue anni dopo Enrico de Angelis, che assisteva dalla platea alla performance del suo idolo).

Questa canzone che vi farò è una conseguenza dell’incontro [biascica qualcosa d’incomprensibile] atlantico, questa presenza… Sentite cosa succede adesso prego. Così ti rispondo anche a te [è rivolto al tipo che aveva parlato dal pubblico]. Però non la prendere come un offesa. Prego. State attenti se non siete forti.


Adius
[è una versione completamente improvvisata, molto diversa da quella pubblicata su disco]
Un cuore giace inerte rossastro sulla strada
e un gatto se lo mangia, così, con indifferenza,
mentre un ombrello cerca invano la pioggia
anche se è emozionato perché quella terra
che lui preclude non è la sua
ma comunque c’è la memoria.
E così, amore adorato, tu vuoi stare con me?
Sì o no?
Nooo?
Ma vaffanculo.
Ma vaffanculo.
Ma vaffanculo.
Ma vaffanculo te e tutti i tuoi cari. Ma vaffanculo.
Ma come? Io che sono bello, bellissimo,
e tu mi scruti e mi sembri una volpe,
allora io sai che cosa ti dico? Vaffanculo.
Comunque tutte le alternative che tu cerchi
Guarda, non te ne do... le accetto tutte tranne una
perché io ti dico vaffanculo e sai che bel vaffanculo che ti porti nella tomba.
Ma tu sei piccolina...
E aspetto di morire per dirti sempre
ma vaffanculo.


Il contenuto c’era e il motivo è la mia presenza qua.Giusto questa spiegazione... adesso, dopo quest’illusione che quest’uomo dà alla sua donna, perché un uomo che fa la corte è sempre debole, diventa impari... poi riprende in mano le redini e cosa fa? La manda affanculo.Dopo, però, c’è l’educazione... C’è la memoria. La memoria ove ambedue sono presenti. Allora lui come... mi diventa grande... diventa un grande poeta. Il più grande! 400.000 copie in Olanda. 545.000 copie in Giappone. 821.000 copie in Uganda.
Ah! Che cazzo di poeta.


Dico: vogliamo fare un applauso a questo grande poeta? Lui che sa tutto della vita, arriva col verbo quest’omiciattolo. Oh, oh oh oh... ma come? Allora io dico alla mia donna[qualcuno dal pubblico fischia]

Taci! Parla quando te lo dico io, che il fischio è degli uccelli. Ua.

Tu che dici che ho distrutto la tua vita capirai mai che il tuo dolore si è aggiunto al mio?



Ma che buffa che sei
Sei come un purosangue
che non ha mai perso una corsa.
Sei tu che vieni avanti,
sei rara come una sorpresa.
Ma che buffa che sei, ma che buffa che sei,
il denaro per te è un giornale di ieri.
Ma che buffa che sei, ma che cara che sei,
quando dici che ogni cosa che fai
ha troppi strani errori,ma lo so, ed è l’amore.
Ma che amore che sei, ma che uscita che fai,
e tu mi lasci solo un’altra volta.
Quel pugno che ti detti
è un gesto che non mi perdono,
ma il naso ora è diverso: l’ho fatto io e non dio.
Ma che amore che sei, ma che cara che sei,
quei ragazzi laggiù non sembrano noi... ah!

Un giorno... io sono un giocatore, ecco il problema per cui, ho fatto una scelta su questa cosa. Io sono orgoglioso che voi siate qua, ma non c’è... io non posso essere ognuno di voi: se io riuscissi ad essere uno di voi, io sarei un fuoriclasse qua.[si stacca dal microfono, s’inchina] Prego un applauso...[applausi e qualche fischio] Te, eh? Perché non ti compri un sassofono, almeno ti fai pagare...Dunque allora, il giocatore che cosa fa? È colui il quale gioca, perché il giocatore è l’unico che ha capito la micidialità del denaro. Il denaro, ragazzi, ci rovina tutti, è inutile che voi vi mettiate in testa delle pazze idee, il denaro è micidiale.


Il giocatore è il guerriero che prende una spada e vuole inculare il denaro! Ah, ah, ah... Io darei una pensione ai giocatori! Davvero.Un giorno ho fatto un poker con Piero Moroni che è un architetto, quindi fa delle case, quindi lui: soldi... soldi... soldi... soldi... soldi...Giulio Turcato, pittore che sarà noto, penso, a parecchi di voi.Sergio Cannevari, uno che lavora nel cinema: soldi... soldi... soldi... soldi... soldi...E io, che non avevo denaro.
Voi sapete che a poker vince chi... comunque, io non c’avevo nulla. Ma il problema è Turcato...comunque posso fare un omaggio a Giulio Turcato che è un grande artista, grazie a voi se avete un secondo di attenzione.Lui prendeva un treno perché insegnava a Bologna. Allora, da Roma prendeva questo treno e scendeva a Firenze. Lo aspettavano a Bologna, allora lui telefonava alla moglie che lo venisse a prendere con l’automobile. Non ha mai fatto una lezione a Bologna… chiusa parentesi... questo è un applauso, eh... [applauso]


Ma il problema, perché poi vi spiego: il giocatore è grandioso, vi ho già detto come io capisco il giocatore, lo intendo musicalmente capito…Ma facciamo questo poker, cosa succede? Succede questo: voi sapete come comincia un discorso: mille, milledue, milletre, millequattro, passo. Poi, alla fine della serata, dopo cinque ore, quattrocentomila, un milione... Bene, allora Turcato, che stava veramente perdendo, scoperto in un bluff ha detto... io gli ho detto: “vedo”. Lui ha detto: “scopa!”. [risate]
Prego...

Il giocatore
Quattromila. Diecimila. Venticinquemila. Cinquantamila. Centomila. Duecentomila. Un milione. Due milioni. Tre milioni... Merda!
Dunque, io adesso non…
Buongiorno caro, mi gioco questa accoppiata: Barbablù con Rommel: cinqucentomila. Mi accetti questa giocata prego?
Oh, e poi mi gioco un milione su Barbablù, tutto a posto?
Merda!
Dunque giovanotto, hai visto che cosa ho giocato?
Lo zero: non ho giocato il sette, ho giocato lo zero!
Accetti un milione sullo zero? Sììì?
Grazie.[Grandi applausi e qualche “bravo!”]
Sì. Punto. Volevo vederti. Punto. Rivederti. Punto. Sono qui per questo. Punto. Tu capisci ma ti stupisci. Punto. E così è il solito arrivederci.

[Esce. Grandi applausi, Il conduttore richiama Ciampi sul palco]
Notte. Punto. Quanto me ne fotte. Punto (eh eh). Di non dire. Punto. Di dover partire.
Punto.
[esce]

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Poeta, come corri cher Angelo. Se bastasse essere sfigati, pardon maudit, per essere poeti. In Italia è molto facile distribuire la patente di poeta, artista, scrittore...
Vedi ad esempio la Pivano, con l'arteriosclerosi distribuisce la patente di poeta ora a Ligabue, ora a Jovanotti, ora al Blasco. Ciò non toglie che Piero Ciampi sia stato un grande a suo modo. Artista più probabilmente. Aveva certo tutte le carte in regola.

HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA (Ciampi - Marchetti)

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Ha un carattere melanconico,
beve come un irlandese.
Se incontra un disperato
non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Non gli fa paura niente
tantomeno un prepotente.
Preferisce stare solo
anche se gli costa caro,
non fa alcuna differenza
tra un anno ed una notte,
tra un bacio ed un addio.

Questo è un miserere
senza lacrime.
Questo è il miserere
di chi non ha più illusioni.

Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Detesta lavorare
intorno a un parassita,
vive male la sua vita
ma lo fa con grande amore.
Ha amato tanto due donne,
erano belle, bionde, alte, snelle,
ma per lui non esistono più.

È perché è solo un artista
che l'hanno preso per un egoista.

La vita è una cosa
che prende, porta e spedisce.

ANDARE CAMMINARE LAVORARE (Ciampi - Marchetti - Pavone)

Andare camminare lavorare, andare a spada tratta,
banda di timidi, di incoscenti, di indebitati, di dispe-
rati. Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavora-
re, andare camminare lavorare, il vino contro il petro-
lio, grande vittoria, grande vittoria, grandissima vitto-
ria. Andare camminare lavorare, il meridione rugge, il
nord non ha salite, niente paura, di qua c'è la discesa,
andare camminare lavorare, rapide fughe rapide fu-
ghe rapide fughe.

Andare camminare lavorare
i prepotenti tutti chiusi a chiave
i cani con i cani nei canili
le rose sui balconi
i gatti nei cortili
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

E che cos'è questo fuoco? pompieri, pompieri, voi che siete
seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi,
nelle anime, nelle banche. Andare camminare lavora-
re, queste cassaforti che infernale invenzione, viva la
ricchezza mobile, andare camminare lavorare, anda-
re camminare lavorare. Lavorare, lavorare!

Andare camminare lavorare
il passato nel cassetto chiuso a chiave
il futuro al Totocalcio per sperare
il presente per amare
non è il caso di scappare
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

Nutriamo il lavoro, alé! gli agnelli a pascolare con le ca-
pre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi... vigilati tutti da
truppe di pastori, andare camminare lavorare. Niente
paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare, attacca-
tevi a calci nel sedere, la domenica tutti sul Pordoi a
pedalare. Lavorare pedalare lavorare, con i contanti
nell'osteria, con i contanti, con tanti tanti tanti tanti
auguri agli sposi! Andare camminare lavorare, la Peni-
sola in automobile, tutti in automobile al matrimonio,
alé! la Penisola al volante, questa bella penisola è di-
ventata un volante. Andare camminare lavorare...

Anonimo ha detto...

nonostante you tube uccida la musica, nel senso dell'ascolto e forse anche... a voi i La Crus

http://www.youtube.com/watch?v=g8WgqRUFcaE
http://www.youtube.com/watch?v=grTu1cw2pfA

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=bzp2lu8MMmo

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=zkogLNkj0ek

Anonimo ha detto...

e pensare che piace pure a Veltroni, Luca Flores intendo
http://www.youtube.com/watch?v=iFExQFHg6SQ

Anonimo ha detto...

L'hanno data anche a Melissa P(che ha venduto migliaia di copie) la patente di scrittrice per aver scopiazzato su testi antichi quanto il mondo....

Anonimo ha detto...

.-. .-. ._._... @.^. .-.

http://www.youtube.com/watch?v=EBTIuFuS0LE

http://www.youtube.com/watch?v=ZS5yQYP4K90

._ç. .^*. .^. ._. ...G.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=uIGujZ_Mzq8

Anonimo ha detto...

L'anarchico

di Gaber - Luporini

1981

Anarchico a me!? Ah, ah! Sono un demonio io, una belva umana, altro che anarchico. Sono dotato di una tale dose di cattiveria da affossare tutte le guerre del mondo.
Sono anche brutto, per rappresaglia. Fascino zero. Forse sono malato di fegato, ma non mi curo, così imparano!
Anarchico. Gli anarchici amano l'umanità. Sono una merda io, altro che anarchico. A me l'umanità mi piace guardarla dall'alto. A volte spengo la luce e mi metto alla finestra…
Ridicoli loro, eh? Curano la facciata e qualche volta anche il "didietro". E io invece da qui li vedo ribaditi, spiaccicati sul marciapiede, schifosi, con le gambette che escono dalle spalle. SPUT, SPUT, SPUT… Bisogna renderle chiare le superiorità morali anche con fatti materiali, sennò si afflosciano le superiorità; solo così si spiegano i campanili e le torri Eiffel. Qualcuno dice: "Andare a Dio". Guardare sotto... SPUT, dalla torre Eiffel, SHHH… BUM!
Quando si è sullo stesso piano degli uomini è difficile considerarli come delle formiche: ti sfiorano, ti accarezzano, ti entrano dentro. Che schifo. Ci si affeziona.
Non c'è niente di peggio dell'amore me lo devo ricordare, sono una merda io! SPUT, SPUT, SPUT.
"Che c’è?", guardano in su, "Stupidini! È il tempo che è cattivo? No, sono io che sono una merda!".
SPUT, SPUT, SPUT. I bambini... come li odio i bambini! Coi bambini è più difficile, è come bocciare il pallino. SPUT, SPUT, ci vorrebbe l'anticipo, SPUT. Ma cresceranno eh! Gli verranno dei bei testoni e allora io DEN, DEN, DEN… SPUT, SPUT. Guarda là, guarda come corrono, guarda eh, mai che vadano sotto una macchina, mai. lo sono per le macchine, per forza, sono una merda. Dai, dai, forza, dai, dai è tuo, è tuo prendilo, prendilo! L’ha mancato guarda, negati! Non ne prendono mai uno.
Una volta uno l'hanno preso. Non era un bambino, era un anziano… meglio che niente!
UUUU, l'ambulanza UUUU e io giù che arrivo primo. UUUU, l’ambulanza… PAH, sono arrivato lì primo.
L’ho visto lì per terra. Ho visto, tutto quel sangue! Quanto, quanto sangue! Stai calmo, mi dicevo, non è niente, non è più commovente di un po’ di smalto fresco, dai! Fai conto che gli abbiano dipinto la faccia di rosso, tutto qui, dai, che ti frega!...
A un certo punto ho sentito una sporca dolcezza, una schifosa pietà prendermi alla nuca e anche alle gambe e… BLOOM, son svenuto.
Ma come? Sono una merda!
Mi sono risvegliato in farmacia. Erano gentili, mi davano da bere, mi davano delle gran pacche sulle spalle… mi volevano bene! No! Sono scappato, li ho insultati, sono corso a casa terrorizzato. Per un attimo, anche se solo per un attimo, ho avuto paura di non essere neanche una merda!

Anonimo ha detto...

L'artista è quasi sempre emarginato
l'artista gode vedendo cio che ha creato
l'artista quando è cosciente è parte inconsapevole di un tumore
quando è incosciente piange soffre e ride del suo perduto amore
l'artista sà che nella sua paranoia vive la verità
ma quando non la vive spara cazzate perchè è come se non capisse il valore delle cose
L'artista sà, che è lui, solo quando beve, si droga o incontra gente stupefacente che lo renda bambino, incosciente.
L'artista è solo, anche se ama vive e crede, e lo fà con eterna passione sapendo che è tutto falso
L'artista muore presto perchè il cancro della morte lo cerca
L'artista quando dorme non sogna, perchè mentre è sveglio già gioca il suo credito
L'artista ha tanti amici, l'artista è solo, l'artista è un mediocre, l'artista è un brillante, l'artista muore, l'artista è come una ghirlanda di fiori che copre le catene della schiavitù

Anonimo ha detto...

Cribbio, quasi quasi mi do all'arte!