4 aprile 2008

LA LEGGENDA DI SIDDARTHA GAUTAMA…BUDA!


La luccicanza di Kubrick, cimiteri indiani, yeti e voodoo, santi sconfitti ai quarti di finale che domano un vulcano, triangoli di perizoma e tutta la fantasmagoria dovuta alla sfiga con l’occhio di lince. Mettete tutto questo nel calderone di Merlino, giratelo come il ragù nei film di Scorsese e, con le palle in ascensore, avrete questa storia. La storia di un filo di strada infilato nella cruna di una montagna, più che altro di un’altura di Acri, Serra di Buda, dove si aggirano leggende sputafuoco, sciamanesimo cristiano e croci ad arginare con steccati di spirito santo tsunami di lava. Succedono coincidenze e premonizioni, ingegneri feriti a morte, o solo tumulti della natura in sostituzione di quelli dell’uomo, succede che l’inizio del traforo nella ss660 viene funestato da fulmini e saette, un temporale presago in cerimonie inaugurali e Frate Sindaco e Padre Gino ignari cerimonieri. Succede come in un libro di Salvatore Niffoi dove un personaggio esclama: “…le terre comunali sono nostre e non si toccano ! Chi le sventrerà con le ruspe scoprirà i nervi dei nostri antenati…”. Eppure Niffoi non è mai passato per la nostra città! Pare che il diavolo, scappando da Acri, abbia dimenticato la coda! Leggende o soltanto il cielo che si è messo a pisciare quando ha visto tutta quella gente?


LA REDAZIONE

12 commenti:

ninnillo ha detto...
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ninnillo ha detto...
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J.xck ha detto...
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J.xck ha detto...
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J.xck ha detto...
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ninnillo ha detto...
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ninnillo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Sospetto fortemente che sia stato architettatto un complotto contro di me da ninnillo e j.xck,altro che festino con gli amici.
Con tutto quello che avete scritto mi tocca lavorare tre giorni per rispondere.
Un paio di cose al volo le volevo dire.
Accetto volentieri l'invito ma bisogna aspettare che la fortuna venga a baciarmi,in genere quando mi vede si gira dall'altra parte e scappa via a gambe levate,eppure mi lavo i denti tutti i giorni.
Grazie anche per lo champagne ma da buona acritana(nonostante le mie origini impure)preferisco di gran lunga il vino,e se italiano meglio!
Mi è piaciuta molto l'idea dei buchi,ho un amico che ha una ditta, inizio a farmi fare un pò di preventivi.
E mi piacerebbe molto ascoltare quei mille aneddoti.
Molte cose politiche del mio paesello le ho scoperte per caso e di recente.
Sarà perchè finora ho pensato solo a divertirmi,sarà perchè si diventa consapevoli solo dopo i trenta,sarà che nei partiti non si racconta mai la verità,sarà perchè la mia generazione ad Acri non aveva nel sangue la rivoluzione....
Sarei interessata in particolar modo agli anni '70.
Sul V-Day avrei diverse cose da dire ma adesso non ho tempo.
A presto e buon fine settimana parigino.
P.S. J.xck da piccolo hai avuto problemi con i cestini?
Se vuoi ti do il num del mio analista.

ninnillo ha detto...
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J.xck ha detto...
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Anonimo ha detto...

Incantesimo su Buda.
Ci eravamo preparate con cura. Nelle settimane precedenti avevamo rastrellato ogni sottobosco, prato o giardino alla ricerca delle preziose erbe.
Il giorno era arrivato fin troppo in fretta, ma eravamo pronte ed eccitate più delle altre volte.
Partimmo alle nove, ognuna col suo bel gatto a fianco ed un po’ in anticipo rispetto al solito, avevamo bisogno di tempo affinché la preparazione fosse perfetta.
Per amor di verità solo il mio micio era davvero bello. Una massa di lucente pelo dorato, un essere altezzoso ed arrogante, incantatore fino all’inverosimile con occhi trasparenti come il ghiaccio dotati di un magnetismo fuori del comune.
Le mie due sorelle, fedeli alla tradizione, perseguivano a tener dei gattacci neri spelacchiati senz’anima.
Sostenevano che fin dalla notte dei tempi il colore era stato quello e quello doveva essere anche ora. Asserivano convinte che avrei portato sfortuna alla cricca ostinandomi a portar con me quel diavolo di gatto. Ma ero pazza di lui e non l’avrei mai sostituito.
Come al solito tocco a me guidare, daltronde ero io il maschiaccio della situazione, le loro affilatissime unghie non erano adatte ad un misero volante.
In realtà non erano capaci di guidare fino al covo, di destreggiarsi nei piccoli sentieri sterrati al buio e considerando anche il cattivo tempo dei giorni precedenti, l’impresa diventava ancora più difficile.
Partimmo in silenzio, la solennità dell’evento lo richiedeva e ci restammo per tutta la durata del viaggio, avevamo necessità di svuotare lo spirito dalle cose materiali della quotidianità, da qualsiasi sentimento provato fino ad allora, dovevamo essere pronte a rinascere con anime nuove se volevamo che l’incantesimo avesse buon fine.
La serata era quasi perfetta, una nebbiolina sottile e pura rendeva l’atmosfera più angusta e tetra, perfetta per la situazione. Solo la luna si nascondeva ancora e questo ci preoccupava alquanto. Senza di lei il rito non sarebbe stato lo stesso, avevamo bisogno della sua luce e della sua energia, benché fossimo perfettamente in grado di invocarla, l’avevamo già fatto altre volte.
Fummo sul posto in mezzora. Buio, buio completo, ma conoscevamo perfettamente il luogo e non fu difficile prender le nostre abituali posizioni.
Stendemmo a terra i drappi rossi di velluto, i gatti, la sacca con le erbe, il calderone al centro ed a piedi nudi iniziamo la lenta danza del fuoco.
All’improvviso fummo inondate dalla sua luce, era arrivata anche Lei.
Adesso sì che tutto era perfetto.
Prima di dare inizio alla preparazione della lozione invocammo le nostre antenate sorelle Gunna, Rota e Skulda per favorire l’incantesimo.
Unite alle loro voci sobillammo il sortilegio:
“Code di rospo, becco di corvo, occhi di lucertola.
Mescolare, mescolare, mescolare
Salvia Divinorum, Khat Chata Edulis, Morning Glory.
Mescolare, mescolare, mescolare.
Nepeta Cataria, Efedra, Maggiorana
Mescolare, mescolare, mescolare.”
L’intenso vapore violaceo che ci travolse annuncio che la pozione era pronta, potevamo finalmente invocare il maleficio:
“Lampi e tuoni battenti
Fulmini e saette tuonanti
Venite giù a spaventarli.
Vento, nebbia e uragano
Acque, grandine e neve
Venite giù a bagnarli per bene.
Se il buco vogliono fare
Noi li dobbiamo fermare
Se il buco è fatto
La nostra maledizione va in atto.”
Per tutta la notte ballammo nude e grondanti di sudore sotto la luna, osservate in lontananza da presenze intriganti, Jaccapitta e i suoi briganti.
Non mi sorprese vederli lì, erano venuti a sostenerci, a dare più forza alla nostra stregoneria. Anche loro come noi volevano preservare quel luogo magico ed incantato.
Arrivò l’alba, pesanti nuvole nere minacciavano l’aria e la terra tutt’intorno, segno che l’incantesimo era perfettamente riuscito.
Stanche, affamate ma felici prendemmo la via del ritorno.