
Mesi fa un nostro comunicato concludeva così: “certo non possiamo non avere noi rispetto dei tempi necessari per mettere in pratica un trasferimento, ma sicuramente meritiamo lo stesso rispetto nel non dimenticare le promesse, le illusioni non servono a nessuno figuriamoci a chi convive sempre con il dolore causato non dalla malattia ma dall’indifferenza di cui spesso siamo accompagnati..”
Ecco è proprio triste riconfermare questo pensiero, ancor più triste accompagnarlo a tanta amarezza. I bambini e i ragazzi che hanno bisogno di terapia quotidiana per riabilitare i loro corpi continuano i loro trattamenti, in quella piccola, inadeguata struttura nata come garage. Allora coraggio.. sempre a noi l’onore di parlare per primi..
Al garage ci si arriva indovinando, nessuna tabella indica il “Centro di Riabilitazione”. La prima barriera la si trova all’ingresso posto infatti su un piccolo gradino. Le stanze di FisioKinesi prevedono al mattino il trattamento di due pazienti per volta senza consentire nessuna privacy. La logopedia e la terapia occupazionale vengono praticate in stanze dove non mancano le esposizioni a rumori.. anzi a dire il vero cominciano a mancare le figure professionali garantite pare da contratti a termine… Per quanto riguarda la psicomotricità manca sia il locale che l’operatore… Il bagno non ha il minimo confort per le persone disabili, anzi è preceduto da un vano che funge da deposito per gli attrezzi. La maggior parte dei bambini con problemi neuromotori deve indossare il pannolino che può essere cambiato sullo stesso lettino dove viene praticata la terapia perché non c’è neanche un fasciatoio. La stanza che ospita il personale medico quando c’è.. è piccola senza neanche un lettino dove poter effettuare le visite di controllo.. tanto abbiamo quello della terapia e del cambio pannolino. Gli attrezzi non vengono mai adeguatamente puliti tra un trattamento e l’altro, certo siamo sempre muniti di lenzuolini ambulanti che vengono posti il più delle volte quando si ha il proprio figlio in braccio, perché manca anche la figura di un ausiliario. Il tutto si svolge sempre in luoghi dove neanche l’aria è consentito ricambiare perché le porte vetrate non sono munite di regolari aperture, ma intanto sono fornite di tende che devono rimanere aperte per consentire alla luce di entrare ma anche a tutti gli occhi che con curiosità possono osservare da fuori…
Intanto abbiamo ricevuto false promesse da qualcuno che non è migliore dell’altro che ci invita alla pazienza per l’eternità. Siamo stanchi, non di provvedere ai bisogni dei nostri figli che vengono umiliati nel loro percorso di speranza che purtroppo non ha il profumo della dignità e del rispetto. Le ISTITUZIONI tutte devono rispondere con coerenza, i nostri amministratori comunali, provinciali, regionali devono lottare con noi perché il fiore all’occhiello di una città non è mai una bella piazza, ma piuttosto quei luoghi dove viene esercitato il diritto alla salute con la consapevolezza che l’inefficienza può rappresentare un danno per chiunque ma chi ha un handicap il disservizio lo vive drammaticamente perché spesso non ha neanche la voce per lamentarsi… Amaramente, quotidianamente, constatiamo che solo noi genitori siamo capaci di prendere quella voce in prestito per poter poi urlare .. urlare.
Abbiamo elencato per l’ennesima volta le cose che non vanno non per fare un passo indietro visto che non ricordiamo nessuno capace di averci aiutato a farne uno in avanti..
Ecco è proprio triste riconfermare questo pensiero, ancor più triste accompagnarlo a tanta amarezza. I bambini e i ragazzi che hanno bisogno di terapia quotidiana per riabilitare i loro corpi continuano i loro trattamenti, in quella piccola, inadeguata struttura nata come garage. Allora coraggio.. sempre a noi l’onore di parlare per primi..
Al garage ci si arriva indovinando, nessuna tabella indica il “Centro di Riabilitazione”. La prima barriera la si trova all’ingresso posto infatti su un piccolo gradino. Le stanze di FisioKinesi prevedono al mattino il trattamento di due pazienti per volta senza consentire nessuna privacy. La logopedia e la terapia occupazionale vengono praticate in stanze dove non mancano le esposizioni a rumori.. anzi a dire il vero cominciano a mancare le figure professionali garantite pare da contratti a termine… Per quanto riguarda la psicomotricità manca sia il locale che l’operatore… Il bagno non ha il minimo confort per le persone disabili, anzi è preceduto da un vano che funge da deposito per gli attrezzi. La maggior parte dei bambini con problemi neuromotori deve indossare il pannolino che può essere cambiato sullo stesso lettino dove viene praticata la terapia perché non c’è neanche un fasciatoio. La stanza che ospita il personale medico quando c’è.. è piccola senza neanche un lettino dove poter effettuare le visite di controllo.. tanto abbiamo quello della terapia e del cambio pannolino. Gli attrezzi non vengono mai adeguatamente puliti tra un trattamento e l’altro, certo siamo sempre muniti di lenzuolini ambulanti che vengono posti il più delle volte quando si ha il proprio figlio in braccio, perché manca anche la figura di un ausiliario. Il tutto si svolge sempre in luoghi dove neanche l’aria è consentito ricambiare perché le porte vetrate non sono munite di regolari aperture, ma intanto sono fornite di tende che devono rimanere aperte per consentire alla luce di entrare ma anche a tutti gli occhi che con curiosità possono osservare da fuori…
Intanto abbiamo ricevuto false promesse da qualcuno che non è migliore dell’altro che ci invita alla pazienza per l’eternità. Siamo stanchi, non di provvedere ai bisogni dei nostri figli che vengono umiliati nel loro percorso di speranza che purtroppo non ha il profumo della dignità e del rispetto. Le ISTITUZIONI tutte devono rispondere con coerenza, i nostri amministratori comunali, provinciali, regionali devono lottare con noi perché il fiore all’occhiello di una città non è mai una bella piazza, ma piuttosto quei luoghi dove viene esercitato il diritto alla salute con la consapevolezza che l’inefficienza può rappresentare un danno per chiunque ma chi ha un handicap il disservizio lo vive drammaticamente perché spesso non ha neanche la voce per lamentarsi… Amaramente, quotidianamente, constatiamo che solo noi genitori siamo capaci di prendere quella voce in prestito per poter poi urlare .. urlare.
Abbiamo elencato per l’ennesima volta le cose che non vanno non per fare un passo indietro visto che non ricordiamo nessuno capace di averci aiutato a farne uno in avanti..
Genitori attenti al significato della parola PAZIENTE
1 commento:
Posso suggerire a questi genitori una bella denuncia alla Procura della Repubblica nonchè una serie di foto e documenti come questo a trasmissioni tipo "Striscia la notizia" e/o le Iene.
Le leggi in merito ci sono,inoltre
ogni finanziaria prevede dei fondi da destinare a queste problematiche,provate ad informarmi se ne sono stati previsti per questa struttura e se si, come sono stati impiegati.
Mi duole dirlo ma spesso questi "figli" vengono trattati con molta indifferenza ed anche una sorta di fastidio dalle istituzioni.
In questo caso non bisogna pazientare ma urlare a gran voce il diritto alla salute di questi bambini.
Poi non capisco come mai non ci sia personale disponibile per questa struttura mentre disponiamo di due impiegate ASL nell'ufficio per le pubbliche relazioni?
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