Il male dell'Italia è Berlusconi. Questa constatazione spesso si sente dire soprattutto negli ambienti di sinistra. Non sono d'accordo. Secondo me il Male dell'Italia è questa sinistra o pseudo tale.
Ad esempio il programma elettorale della sinistra italiana, PD in testa, negli ultimi 20 anni è stato: “Votate per noi perché dall'altra parte c'è Berlusconi”. Non c'è mai stato un programma serio, delle proposte serie, dei candidati seri, non c'è mai stata una differenziazione delle politiche, è mancato anche l'arrivismo di sputtanare Berlusconi in tutte le cazzate politiche (e non solo) che ha commesso negli ultimi 20 anni. Volevano smacchiare il giaguaro con frasi fatte e persone mediocri et voilà i risultati del loro operare.
Ma se questo è il risultato degli ultimi anni di politica del centro – (sinistra!) nazionale, voglio analizzare se a livello locale, in vista delle prossime elezioni comunali, esiste qualcosa di diverso. Magari in positivo!
Bene, a metà dicembre sono state effettuate le fantasmagoriche primarie locali in cui i due candidati invece di presentare i loro programmi e le loro proposte hanno esclusivamente basato la loro campagna nel denigrare l'altro e chi li sostenesse. Anche dopo i risultati delle primarie si è continuato a gettare fango gli uni sugli altri in virtù di una presunta superiorità morale ed etica per quanto riguarda, in primis, il procacciamento dei voti. Mi viene difficile pensare che i due candidati divisi da pochissimi voti non abbiano fatto ricorso ambedue ad accordi con altre forze, non esclusivamente politiche e non necessariamente di sinistra, presenti sul territorio. Ciò credo possa essere testimoniato dal dato elettorale alla Camera appena uscito dalle elezioni politiche: il Pd ha preso 2.263 voti e insieme alla coalizione di centro – (sinistra!) ha totalizzato 3.792 preferenze, facendo attestare il dato aggregato per l'elezione nazionale della coalizione comunque al di sotto delle primarie locali.
Questo calo di consensi a livello locale, oltre che dal motivo appena esposto, può essere ricercato nell'impegno politico che i candidati locali hanno profuso in questa campagna elettorale a sostegno dei partiti di appartenenza. A parte qualche cena elettorale e qualche forma di comizio celebrato a favore di pochi eletti in luoghi chiusi ed isolati al pubblico dibattito, la campagna elettorale è stata anonima, silenziosa, perfino non c'è stato il minimo segno di quella politica strisciante e nauseabonda che si innalza in prossimità delle tornate elettorali.
A ciò aggiungiamo che questa pseudo sinistra, a livello locale, ha avuto diversi vantaggi: 3 mesi di “solitudine” elettorale per cui poteva presentare i propri programmi, i propri obiettivi, i propri candidati, i propri alleati, poteva lanciare temi di importanza politica strategica ai fini elettorali, poteva organizzare dibattiti, essere maggiormente attenti alle proposte e problematiche della comunità, ecc. ecc.
Peccato che questa sinistra (sic!) non ha una minima idea di quello che sta facendo e che vuole fare. Non ha un programma, non ha proposte, non ha alleati (almeno palesi), non ha candidati, non si apre alla comunità, sostanzialmente non approfitta del fatto di essere l'unica forza in campo certa da almeno 3 mesi.
Non è stata in grado neanche di approfittare delle enormi mancanze della vecchia giunta e di quelli che sono stati i responsabili (conosciuti come comandante Hub e tenente Spoke) della situazione politica e sociale del territorio acrese negli ultimi anni.
Cosa sta aspettando questa sinistra (sic!) ad iniziare la campagna elettorale?
Aspetta, forse, che ci siano altri candidati e altre liste per mettere in atto la macchina del fango cercando di nascondere la loro pochezza. Aspetta, forse, che gli altri facciano delle proposte per poi inseguirli sulle loro idee. Aspetta, forse, di gioire auspicando le macerie degli altri partiti. Aspetta Forze Nuove in seno ad un partito vecchio e stantio (in barba al rinnovamento sbandierato). Aspetta, forse, la manna dal cielo.
Secondo me, in una moderna Waterloo, aspetta soltanto di perdere le elezioni anche a livello locale per fare paio con quelle nazionali.
ANGELO ALGIERI
14 commenti:
Un bel pezzo! Hanno dato tempo al nulla, eppure ad Acri non mancano le intelligenze, non mancano le idee, non mancano le fantasie, sono state soffocate dalla nebbia delle appartenenze colluse. Eppure negli anni 70 Acri è stato un luogo di creatività e lotta politica, io ho fatto le mie prime manifestazioni politiche ad Acri, anche accanto a quello che ora è il candidato a sindaco che è stato tra i promotori locali delle lotte su divorzio e sulla legge 164. Peppe Cristofaro dovrebbe avere la stessa rabbia e determinazione che ha avuto in altri tempi, remoti, quanto Acri è andata in piazza con lui. Ora perchè non si mette in gioco con i cittadini!!!! Le forme della partecipazione ci sono e sono molteplici, Peppe facci vedere che fai sul serio! Vai a dire agli acresi qual'è la situazione reale del comune, rischia qualcosa, parla, urla qualcosa di sinistra insomma!!!! goditi il momento rischiando la tua voce!
La vecchia e indimenticata sinistra acrese,portatrice e risolutrice dei problemi della gente.Adesso è solo una parvenza,un modo di dire "sono di sinistra",ma se capita l'occasione di occupare un posto di lavoro ,diciamo meglio una sedia dove posizionare il culone ,l'appartenenza non conta più,l'essersi candidato ed eletto con l'ulivo non conta più,conta che a fine mese lo stipendio arrivi a casa.
Caro Agelo,credo di avere identificato i due ufficiali di cui al tuo articolo,il tenente spoke di sicuro non credo di avere la certezza dell'identificazione del comandante hub e del perchè tale appellativo.Se vuoi dare delucidazioni ....
Ciao Anonimo del 7 aprile delle ore 17:01. L'identità dei due ufficiali credo sia piuttosto lampante. Ho fatto riferimento alla dinastia Trematerra.
I nomi HUB e Spoke fanno riferimento alla situazione dell'ospedale cittadino per cui sono apparsi i memorabili manifesti elettorali ma di cui pare si siano scordati subito dopo. (Inoltre la parola spoke si pronuncia allo stesso modo di Spock, celeberrimo tenente della serie star trek, il che mi fa scioccamente sorridere pensando a Trematerra Jr. con le orecchie a punta!!!).
A parte ciò i gradi militari in questione possono essere associati al fatto che le persone in questione danno l'apparenza di voler effettivamente svolgere questi ruoli nella politica. Da una parte il comandante Trematerra Sr che dall'alto del suo grado utilizza ed ha utilizzato il comune e l'amministrazione che avrebbe dovuto guidare come un vero e proprio possedimento monarchico assolutista e allo stesso tempo possiede il proprio partito come un feudatario con, al suo comando, i vari: vassalli, valvassini e valvassori.
Il tenente spoke, invece, cerca di ripercorrere le strade dell'esimio padre in modo tale che, quando il comandante supremo della navicella deciderà finalmente di ritirarsi dalla vita politica, potrà prendere il suo posto sulla plancia della nave.
Un Saluto.
Angelo A.
La campagna elettorale ad Acri è sempre stata una lotta tra candidati e non l'esposizione di idee, progetti, ecc.
Ricordo con sdegno due candidati a sindaco degli anni 2000...passarono l'intera campagna eletttorale a parlare male dei vari candidati avversari con frecciate al vetriolo nei confronti dell'esponente di spicco della politica acrese...pochi mesi dopo erano seduti fra gli stessi banchi a bivaccare allegramente...morale della favola oggi si fanno la guerra domani decidono quale poltrona più comoda per i loro culoni (scusate il francesismo)...ad Acri non esiste ne destra ne sinistra...esiste un gruppo di mestieranti che a loro piacimento spartiscono la torta...basta fermarsi un attimo e riflettere...ci si accorge che tutto risponde alla logica della torta...non tutte le fette sono uguali...ma un pezzo esce per tutti...
PS
Quando parlo di tutti...mi riferisco a chi decide di far parte del grande baraccone...
Destra e sinistra per me pari son,mi vien da dire parafrasando una celebre opera lirica.Non ha torto l'anonimo 19:04,e da questa situazione socio politica che avvolge la nostra comunità non ci può essere che un allontanamento dalla partecipazione alla gestione della res pubblica.Ma l'allontanarsi facilita l'opera di chi spinge per tale allontanamento,divenendo il dominus assoluto della comunità affinchè le nuove generazioni siano sempre soggette al suo diktat,alla sua manipolazione mentale.Questa apatia,questa sorte di paralisi morale che ci pervade in questo momento, autorizza altri a gestire il nostro presente e il nostro domani.Mi sembra di vivere nelle storie raccontate da Joyce,siamo portati alla rinuncia tanto chiunque vada al governo della città non fa differenza.Ricordiamoci che siamo CITTADINI e NON SUDDITI;siamo cittadini rappresentanti e non deleganti.
CAL
E' vero ciò che dici CAL ma nella nostra realtà quanta gente è disposta a mettersi in gioco? Quante persone sono disposte ad attivarsi politicamente o anche tramite associazioni o comitati a difesa della res publica? Quante persone non si vergognano di metterci la faccia in un movimento o azione o partito?
Credo pochissime! Le giovani generazioni o anche la mia generazione non ha nessuna voglia, non ha nessuna idea per la quale si vuole mettere in gioco. Al contrario anche se ha qualche idea essa viene messa da parte a favore di altre dinamiche molto più urgenti o contingenti (vedi piaceri da ricevere o ricevuti). Il fatto che la gente, ed i giovani in particolare, si siano allontanati dalla partecipazione politica non è altro che un EMERITA BALLA portata avanti da persone che non hanno niente da dire, non hanno le capacità o semplicemente non vogliono "immischiarsi" perché nonostante la loro situazione non sia delle migliori, loro continuano a sguazzare nel guano credendo che sia la posizione migliore per loro.
Allo stesso tempo non credo di tratti di semplice nichilismo ma di un pensiero ancora più basilare che posso racchiudere con le parole che spesso sento dire quando parlo di queste tematiche con le persone, soprattutto giovani: "a mmia u mmi ni frica nenti!!!!"
Angelo A.
Per Angelo A.
Nel tuo ragionamento trovo delle incongruenze,se è vero come è vero che nessuno ha più voglia di mettersi in giuoco,perchè come giustamente dici antepone ai bisogni della collettività i suoi bisogni particolari per le ragioni più svariate:incapacità di svolgere la professione per la quale ha studiato,necessità di trovare un posto di lavoro e quant'altro.Questo stato di abbandono alla partecipazione tu come la chiami?Io la chiamo disinteresse ,allontanamento dalla
politica intesa nella sua accezione originale cioè interesse della res publica.
CAL
Io lo chiamo menefreghismo
angelo a.
Il menefreghismo nasce nel momento in cui quattro cialtroni a pochi mesi dalle elezioni comunali escono con lo slogan della "Chirurgia h 24", facendo passare un diritto di noi cittadini come un favore fatto da loro....e cosa più grave ci sono persone che ringraziano pure questa gente e se tu, libero cittadino, cerchi di far passare la cosa come una sconfitta piuttosto che una vittoria...passi per disfattista...purtroppo il nostro paese non è libero...non può esistere libertà in un paese dove esistono due sole correnti di pensiero politico...e chiunque cerchi di combattere il comune pensiero passa per diverso o visionario...la realtà è quella che vogliono farci vedere loro e decidono pure i momenti in cui farla vedere...ora a loro conviene far vedere che l'ospedale è aperto ed alla controparte accusare del contrario...ma la realtà è quella che vivono i cittadini...questi tromboni si sono mai interrogati sui disagi del cittadino? Hanno mai passato una notte intera al pronto soccorso per aspettare la prima ambulanza libera per andare magari poi in un ospedale a circa 60 km di distanza? La risposta è NO!!!!
Mi sembra il paese di Cetto La Qualunque...
Elezioni politiche....l'ospedale diventa "Spoke"...
Elezioni Comunali...apre la chirurgia...fra 15 giorni prepariamoci ad una nuova apertura...
fra un mese assumeranno medici, infermieri, portantini...una settimana prima delle elezioni acquisteranno ambulanze....FALSI!!!!
Bene, allora mettiamoci in prima persona a fare politica. Se esiste gente che ha voglia di fare bene, di fare politica nel senso ALTO della parola e non esclusivamente per proprio vantaggio personale io ci sto.
Mattiamoci in contatto per discutere di ciò che si ritiene giusto e migliore per la nostra realtà. Proponiamo le nostre idee e confrontiamole. Presentiamoci con qualcosa di fattibile e non solo inutili proclami o luridi "vaffaunculo" dall'odore di ventennio.
Sono (e siamo) a disposizione anche per questo. Ora le persone che hanno intenzione di prodursi in qualcosa di positivo per Acri si facciano avanti e ci mettano la faccia e soprattutto le idee.
A proposito di ospedale spoke,chirurgia h 24,strade che saranno asfaltate ,mi viene in mente la storia di un deputato prefascista,don Ciccio Cerabona.Dai calcoli dei suoi galoppini mancavano 200 voti per la sua elezione.C'era un comune del collegio dove non sarebbe stato difficile trovarli a patto che si andasse incontro a un grande desiderio e cioè quella di avere l'autobus al posto della diligenza postale a cavalli.Don Ciccio,noleggiò un autobus a bordo del quale si presentò la domenica prima delle elezioni nella piazza di quel paesino.Egli non faceva promesse,ma offriva cose concrete come l'autobus che proprio quella mattina iniziava il servizio di collegamento con la stazione ferroviaria e il capoluogo della provincia.Per 7 giorni tutto funzionò a meraviglia.Dalle urne di quel comune il nome di don Ciccio trionfò.Il lunedì successivo alla domenica delle elezioni l'autocorriera non arrivò più.Dovettero passare tanti anni prima che la vecchia diligenza a cavalli fosse sostituita definitivamente.Nel nostro caso speriamo bene e nel frattempo buona salute a tutti.
CAL
Posta un commento