Sembra un paradosso, ma quando si avvicinano le elezioni comunali si crea tutto un fermento inusuale di interesse verso la città. E da questo paradosso ne nasce un altro, ovvero da tale fermento si può leggere tutto il disinteresse verso la città stessa.Mi chiedo dove sia stata molta gente negli anni precedenti alle elezioni, mi chiedo cosa adesso li spinga a dispensare saggezza, invocare democrazia e bla bla bla di fossili funzionali ad un'archeologia di superficie.
Ognuno è, certamente, libero di profondere il proprio impegno o il proprio punto di vista sulle cose della città quando ne senti il bisogno o l'interesse, ma a me rimane il dubbio sul perché del silenzio prima e dei rosari a ridosso delle elezioni. Non credo ci sia necessità di esercizi mistici ed ascetici prima di ergersi a don chisciotte o che guevara. Ci vuole solo impegno costante senza paura di esporsi e, soprattutto, senza interesse alcuno che non sia la propria spinta ideale in partecipazione alla vita della nostra città. Basta davvero poco, perchè le battaglie si devono fare prima delle elezioni, così, vedendo la "malaparata", qualcuno desiste anche dal candidarsi!
ANGELO SPOSATO
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