26 maggio 2011

BLOG A VELA


Riprendo i sentieri d’acqua e terra su cui naviga questo blog.
Riprendo sorseggiando una birra, mentre guardo la stasi orizzontale di questa città. Riprendo da solo e per mia scelta questo blog che, adagio, diventerà progetto culturale.
In questi mesi sembra essere successo poco o niente e ciò pesa più di un terremoto. Le macerie rimangono lì e nemmeno i cani vanno a saccheggiare i fossili rimasti.
Che ne vogliamo fare di questa città?
Intanto, ascolto Mike Ness e preferisco un deserto lisergico, una danza, un canto o una cialtroneria qualsiasi.
Ma visto che in questa città ci mangio, bevo e tutto il resto, qualcosa mi spinge fuori casa a tessere parole e gli occhi a pescare abissi e fogli di sabbia, messaggi in bottiglie vuote, scolate da chissà chi e in quale baldoria dove avrei voluto esserci.
Penso che a scrivere parole su questa città si commetta una recidiva ripetizione e ciò accade perché manca un tessuto culturale che procuri quella sovversione e analisi proprie del cambiamento. Si scrive spesso di politica che, però, non è governo reale nei termini in cui una collettività si aspetta. Si scrive di essa e dell’indifferenza generale che la circonda, lasciandola ad uno stato brado che deborda nel saccheggio delle coscienze e di altro.
Ultimamente si è parlato del nostro ospedale in dismissione, ma trovo che ci sia un fuoritempo che appartenga a tutti noi o, almeno, a coloro che non degnarono attenzione alle proteste, pure se esili, di novembre e dicembre. Contestazioni fatte anche in maniera goliardica, sit-in sotto casa del sindaco, nel reparto di ostetricia, per le vie della città, al municipio e allo stadio. Cosa è successo? Che la politica ed un fantomatico e sbandierato potere contrattuale di uno schieramento politico hanno lasciato credere che tutto sarebbe rimasto come era. Infatti, tutto rimarrà lì, ma chiuso! La categoria direttamente interessata, ovvero medici e infermieri, non ha osato alcuna parola se non dopo la chiusura del punto nascita in questo maggio. Credo che sia lecito attendere un intervento della politica e i suoi risultati, ma credo anche che i tamburi di guerra bisogni farli sentire prima e come colonna sonora all’azione di codesta. A questo si aggiunge l’indifferenza anche di chi oggi scrive la personale indignazione proprio per l’indifferenza. Alla fine la città avrà anche solo squittito per non far dismettere l’ospedale, ma il ruggito sparso, a cose fatte, contro l’indifferenza non lo capisco.
Quindi, se si vuole sparare bisogna sempre prendere la mira!
Questo fatto riesce a dare, secondo me, la cifra dell’ ignavia acrese. La caratteristica e, ormai, antropologica predisposizione alla mai presa di posizione contro o a favore di qualcosa. La mancanza di un dna culturale che trascini alla contestazione, alla partigianeria, all’analisi ed anche ad una critica oggettiva della società locale. Ripeto, secondo sempre un mio punto di vista, che manca la cultura ad Acri. Ben venga il baccalà, ma solo a cena. Lo sviluppo, purtroppo, non è una pietanza da cucinare alla livornese!

ANGELO SPOSATO

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Medici e infermieri hanno pure ringraziato per l'impegno profuso....ad Acri non manca la cultura...bensi manca il coraggio di dire basta alle balle spaziali di questi cialtroni, che si sentono parlare(alcuni pure male...) solo in periodo di raccolta....il nostro è un paese corrotto...dove la gente cede al ricatto per avere privilegi...personaggi, affaristi che galleggiano da sempre in questo sistema lasciando il nostro paese fermo al medioevo....non un solo progetto che incentivi le nuove generazioni...ad Acri i giovani possono aspirare a qualcosa solo se accettano il compromesso dell'ombra dei grandi(basta guardare il consiglio comunale....)...il problema è che quando il popolo si svglierà sarà troppo tardi...il privilegio sarà diventato costume di tutti i giorni ed il merito pura eccezione...Che tristezza!!!!

Anonimo ha detto...

PRESUNTUOSO!
Si, scrivi bene, hai una spiccata sensibilità, sei sicuramente coraggioso,o forse hai capito il gioco.. Ma ti manca la visione d' insieme.
Ad Acri ci sono fior di professionisti dal medico ai moltissimi insegnanti (dal liceo fino alle scuole elementari), ingegneri, commercialisti, fin anche agli impiegati, che hanno studiato non meno di te.. hai mai provato a pensare a quanto possa essere complicato fare uno dei lavori che ho citato?.. non credo. Sei un partigiano, perchè parli ad una piccola parte, i tuoi discorsi sono lamenti che non tengono conto del "Tutto". Ad Acri non manca la cultura (altrimenti cosa dovremmo dire del nord che è gestito da un partito (la lega) che di culturale ha ben poco!? Ad Acri semmai manca la civiltà, ma ahimè, questa si crea a suon di denari, infrastrutture e servizi..e con la cultura. Allarga.. Allarga la tua visione.
Saluti rispettosi

anonima... ha detto...

Anonimo, qui sopra dici cose assai giuste.. Lo sarebbero ancor di più mettendoci, tuttavia, delle virgolette a questa parola (come tu ben sai credo): "civiltà". Cosa complessa da definire (esattamente) com'è noto..
E non si tratta mai, in ogni caso ed in alcun modo, di una qualsiasi forma di Perfezione (sociale etc.).. In nessun caso.. Anche se ce ne sono (civiltà) di più o meno crudeli (in quanto ad usanze etc.); o altre caratteristiche.. Proprio come.. per certe individualità..

Sulla cultura: diciamo che si potrebbe fare molto molto meglio da noi! A condizione che ci siano dei veri DIALOGHI tra le persone. E non tante chiusure.. dato che e poiché.. Per migliorare le cose ("tutto") è necessario. Altrimenti si continua a far buchi nell'acqua.. (privatizzata o non)

Coraggio allora. (Eh, queste cose le abbiamo già dette e ridette, certo, ma va be'.)

Ah, ti facciamo notare che i due punti.. che usi qui sopra, i ".." sono già stati semibrevettati dagli "anonimo/a" e dai francesini..

Senno', buona giornata ô popoli.. Noi andiamo in campagna, sul bordo di un fiume.. C'è pieno di verde. Ehm, ed anche di pizzicuorni e acrudilla; e di vitarbe in questo periodo. Che questa volta non raccoglieremo.
In Programma: Lettura.. Pisolino.. Camminata forse pensierosa.. Contemplazione della natura.. della movente acqua (cpn pesci), degli alberi, uccelli, fiori, farfalle..

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