
Venerdì 5 Novembre 2010, ORE 20:30, presso la Camera del Lavoro di Acri (sede CGIL, zona Jungi) riunione dei Comitati Cittadini contro la privatizzazione dell’Acqua dei comuni di Acri, Bisignano, Spezzano Albanese, Luzzi, San Giorgio Albanese ed altri. Si discuterà dell’organizzazione del Coordinamento provinciale dei vari Comitati presenti nella nostra provincia per il proseguimento delle iniziative di informazione e di lotta contro la privatizzazione dell’acqua e degli altri beni comuni.
Comitato di Base ACQUA NO PROFIT -Acri
Blog Acri A Gonfievele
18 commenti:
- Senza parlare delle acque che scorrono liberamente sui suoli quando non ne siano in vari modi impedite...
- Se si osservano gli alberi che crescono lungo le frontiere internazionali, si può vedere che durante certe ore del giorno le ombre di quelli appartenenti a un dato paese, siccome si ritrovano in territorio straniero, non gli appartengono. Durante altre, accade il contrario. Lo stesso per molte case situate nei pressi di questi lunghi e a volte tortuosi limiti: le loro ombre senza passaporto possono vagare, addirittura, nei giardini dei vicini.
- Ecco che un signore vestito con discreta eleganza, alto un metro e novanta mi sembra, dall’aria francamente annoiata, sbuca all’improvviso dal portone di un gran bel palazzo in compagnia di un giocoso Yorkshire terrier che gli scorrazza fra le gambe mentre avanza guardando dritto davanti. Vista la considerevole taglia delle sue scarpe e quella minuscola del cagnolino (deve appartenere alla moglie), mi chiedo come faccia a non camminargli sopra! Merito suo o del vivacissimo quadrupede?
Ci sono persone che prosperano
grazie alla produzione locale
di chiacchiere e pettegolezzi doc.
- Fintanto che si resta in vita (perlomeno) passando da uno livello di ignoranza all’altro non si smette mai di imparare, sembrerebbe.
- In certi periodi di grave crisi economica con quanta comprensione mi è capitato di guardare scarpe e vestiti esposti nelle vetrine! Immobili, in bella mostra sotto le luci di queste piccole ribalte, sembra che aspettino qualche raro cliente che possa fargli assumere la loro definitiva funzione: essere indossati. Liberandoli così da lunghe attese che, protraendosi, coi quasi continui cambiamenti di moda finirebbero per renderli invendibili.
- Si può fare di tutto per distinguersi... Fra l'altro, pensiamo a certe mode fortemente creatrici che contro qualsiasi codice dell'abbigliamento, etc., si facciano promotrici di gusti e scelte individuali. A questo pensavo l’altro giorno comprandomi due buoni pantaloni, uno blu e l’altro grigio. Mi dicevo che sotto un bel cielo blu il grigio rappresenta il contrasto ideale. E viceversa, il blu con un tempo pesantemente grigio. In breve, ho aderito all’idea che la vera distinzione deve essere estrema. Piuttosto che fantasiosa e, quindi, tutto sommato, banalmente uniforme.
- Fiabe. Attualmente, un povero Pollicino (figlio unico) che venisse abbandonato nei boschi invece dei sassolini o delle briciole di pane in tasca si ci metterebbe il telefonino.
- Non sia mai (beninteso) ma, se un giorno gli uomini grazie alla loro intelligenza nucleare faranno esplodere il pianeta, uccidendo tutti d’un colpo, compresi gli impiegati delle pompe funebri, mi domando chi si occuperà dei funerali.
- Fine pomeriggio. Il cielo è nuvoloso, forse si metterà a piovere. In giro, la folla va di fretta. Dalla sua carrozzella un bimbo di una decina di mesi mi scruta con una attenzione che mi sembra assai scientifica, come se fossi una cavia da laboratorio. Quindi si mette a ridere e, indirizzandomi i suoi forti ahah! ahah! sbatte le mani come se mi applaudisse. Facendo un sorriso compiaciuto a lui ed alla mammina mi sono chiesto se questo piccolo campione non mi avesse preso per il clown che deve possedere tra i suoi giocattoli! Comunque sia, è riuscito a mettermi di buon umore per il resto della giornata.
- Assaggezza doc.
Di Parma: "Finché c'è parmigiano, c'è speranza!"
- Ah le donne d’Italia, che spasso! (Dei maschetti, forse più tardi: a proposito di una discussione a quattro, sulla lodevole arte di arrangiarsi, con annesse furbizie nazionali; sul "doppio giudizio".)
Bene, in un vecchio e accogliente panificio di Parma (in una stretta traversa non lontano dal magnifico Duomo con l'alto e bellissimo campanile che si sta restaurando, e con accanto l’incredibile battistero rosa ottagonale fuori e sedici-agonale all'interno!), dove entro per comprare certe dolcetti, delle squisite specialità locali, con la proprietaria, una signora sui quarantacinque anni, ci si mette a discutere allegramente delle innumerevoli biciclette che circolano facendola da padrone nella sua bella città, dappertutto ed in ogni senso. Marciapiedi compresi, dato che vengono considerate come “persone” in fondo, con gli stessi diritti praticamente. Cosa che ho trovato, sperimentandola, veramente straordinaria! (la mia, affittata, l’avevo appena appoggiata vicino alla porta del locale.) Dopo una mezzora di vari elogi sul pane, i dolci, l'onnipresente parmigiano, il celeberrimo prosciutto, e sulla storia del suo bel negozio, tra un cliente che usciva e un altro che entrava (tutti di buon umore e assai sorridenti generalmente), ad un certo punto mi spiega che durante l’estate là da loro c’è pieno di spettacoli d’ogni genere, ma che, “vede”, ce ne sono tanti anche negli altri mesi (compreso Verdi, e l’Opera, etc. etc.). Che molti si allestiscono in Piazza della Pace, davanti Palazzo della Pilotta (aggiungendo con saporita erudizione: “sa, quel palazzone coi voltoni, dei Farnese... dove gli spagnoli giocavano alla pelota”). Quindi, passa a narrarmi, candidamente, che i Parmesi se le organizzano molto volentieri questi spettacoli (concerti ed altro dunque) anche per impedire che "questi nostri benedetti” figlioli, che i nostri giovani... non vadano a divertirsi altrove, col rischio che si ammazzino con macchine e moto rientrando ubriachi, o chissà che.
forse vale la pena rimetterlo:
- Ah le donne d’Italia, che spasso! In un vecchio e accogliente panificio di Parma (in una stretta traversa non lontano dal magnifico Duomo con l'alto e bellissimo campanile che si sta restaurando, con accanto l’incredibile battistero rosa ottagonale fuori e "sedici-agonale" all'interno, costituito con sedici arcate!), dove entro per comprare certi dolcetti, delle squisite specialità locali, con la proprietaria, una molto simpatica signora sui quarantacinque anni, ci si mette a discutere allegramente delle innumerevoli biciclette che circolano facendola da padrone nella sua bella città, dappertutto ed in ogni senso. Marciapiedi compresi, dato che vengono considerate come persone in fondo, con gli stessi diritti praticamente. Cosa che ho trovato, sperimentandola, veramente straordinaria! (la mia, affittata, l’avevo appena appoggiata vicino alla porta del panificio) Dopo una mezzora di vari elogi sul pane, i dolci, l'onnipresente parmigiano, il celeberrimo prosciutto, e sulla storia del suo bel negozio, tra un cliente che usciva e un altro che entrava (di buon umore generalmente), ad un certo punto mi spiega che durante l’estate là da loro c’è pieno di spettacoli d’ogni genere, ma che, “vede”, ce ne sono tanti anche negli altri mesi (compreso Verdi, l’Opera, etc. etc.). Che molti si allestiscono in Piazza della Pace, davanti Palazzo della Pilotta (aggiungendo con saporita erudizione: “sa, quel palazzone coi voltoni, dei Farnese... dove i soldati spagnoli giocavano alla pelota”). Quindi, passa a narrarmi, candidamente, che i Parmensi se le organizzano molto volentieri questi spettacoli (concerti e altro dunque) anche per impedire che "questi nostri benedetti figlioli" che i nostri giovani non vadano a divertirsi altrove, col rischio, "sa com'è adesso", che si ammazzino con macchine e moto rientrando ubriachi, "o chissà che".
ma insomma alla fine si puo' sapere perché continui a raccontarci storie sulla vita cosi com'è invece di come deve secondo me essere?
bravo Anonimo! pure a me mi stanno scocciando con questa vita com'è, o com'era "dato che e che e che"! Dato che... anche a me, figurati, interessa piuttosto come deve essere la vita, secondo me. E ti diro' di più caro sconosciuto. Io, la Vita, la mia e quella degli altri, la vorrei semplificare, radicalmente. A questo proposito, pensa (un po' senno' rischi di annoiarti) che ne ho in mente una veramente libera finalmente. Quella delle api! Sai, queste bestiole alate, talmente pungenti è vero, ma che producono miele (partecipato) dalla mattina alla sera. E senza ragionarci sopra. Senza bla bla teorici. Senza musica classica o rock and roll! Giusto qualche bzzz... Loro, e altre buone e brave specie sociali evolutissime... Loro si, voglio dire, che sanno praticarlo a fondo il mutuo appoggio! E poi, osserviamole un po' le api, mai un dubbio! mai un'esitazione! mai un'idea, vecchia o nuova poco importa poiché superflua.
Tutte uguali. Tutte contente. Tutte eternamente s-pensierate.
Mentre noi, eh, cosa vuoi, noi stiamo qui, e voi là .... a volacchiar ognuno per conto suo, in direzione propria, a destra, a sinistra, e tutti quanti gli infiniti puntini cardinalizi.... O allora, per miracolo, durante qualche beata processione, seguendo i fiori.... etc.... etc.....
No, questa anonima dev'essere un'umana dis-sociata particolarmente contrariante. Lei, la sua bella panettiera, e le loro biciclette parmigiane!
W la libertà!
siete ingiusti verso la mia modesta persona! Ma, siccome non voglio epilogare poiché non ne varrebbe la pena... vi diro' pero' e comunque che in tutti questi giorni trascorsi in Emilia-romagna, piuttosto che riflettere sulla concezione... che le api hanno dello stato e della sua eventuale abolizione... ... ... ho preferito invece ascoltare con molta attenzione i "discorsi" di tante persone (orecchiavo o ci "discutevo"). Vecchi e giovani. Ho visto e sentito cosa fanno e cosa sperano, perlomeno nell'immediato.
Altro che api! Ancorché, quando il sabato sera si asserragliano nei bar (parecchi più o meno post), a mangiucchiare "cosette" e altre pizzette, e bere, birra soprattutto... Voglio dire che se non si tratta di api, il rumore è quello caratteristico delle vespe. Un vero vespaio all'italiana, insomma. Tipo "vasca" ma nel nord... (mangiano a casa dalla mamma prima di andare nei bar - me l'ha confermato, scherzandoci su, una bella ragazza che studia sociologia e che si annoia, pensate un po', nella sua bellissima Bologna, città dove non ci si bagna mai... a causa dei portici... ! - mi diceva che vuol venire qui... per un anno - allora, gli ho dato l'indirizzo...)
cari Angelo e Mimmo e Franco "Il Veronese", e Gep', avete visto? Da quando i "francesini" ci hanno abbondanoti, niet, niente più commenti o quasi a parte questa anonima svaporata qui sopra che osa andare in bicicletta a Parma, come se ad Acri ci mancassero! (a proposito, ci mancano le biciclette?)Vedete bene allora a cosa facevo riferinascimento il 17 ottobre scorso (tre settimane fa, ô come passa il tempo), accennando all'"incomunicabilità" online, ed altra. No, lo dico perché sono sicuro che in fondo pure voi, ô illustrissimi, siete d'accordo. Dato che sapete, e bene, com'è difficoltoso discutere da noi (veramente intendo), ed in Italia più in generale (politici specializzati a parte ed altre brillanti categorie di ruolo). Noi che, invece, avremmo voglia di approfondire su tante cosette altrimenti trascurate: letteratura contemporanea (ma anche latina e greca e americana e cinese e indiana e romani e albanese e calabrese e pugliese e romana e milanese), cinema, architettura, scienze varie, teatro, aeronautica, psicologia, poesia, religione, filosofia, economia, paesi emergenti o già emersi, o sommersi (il clima), navigazione con o senza vela....
Mah, buona continuazione lo stesso. E su con la vita che fra non molto è Natale e poi, se tutto va bene, Carnevale (forse vado a Venezia per vedere un po' cosa combinano i Veneti: l'anonima mi ha ispirato)
Scusatemi se non parlo di politica acrese, ma sapete come la penso: se gli uni e gli altri si limitassero a far certificati, all'anagrafe quindi, dato che per il momento sono necessari... ci guadagneremmo diverse cose.... Tutto il resto è di una noia! Inenarrabile appunto, ancorché ridicolo. E quindi per altro ispirante....
Buon pomeriggio.
http://www.autistici.org/difendiamolacalabria/2010/11/11/acqua-il-4-dicembre-manifestazione-regionale-a-cosenza/#more-2243
Cari, scusate se scrivo qui sotto ma nel post di sopra avrei prodotto qualche inopportuna interferenza terrestre dopo l'inatteso intervento celeste apparso nel terzo commento. Devo rispondergli qualcosa a G.A.A., è chiaro, ma ci devo riflettere meglio!
Intanto, mi è venuto questo pensierino, senz'altro secondario ma comunque fastidiosamente assillante. Lo scrivo qui, cosi forse me ne libero.
- Il mondo va seriamente male, per tanti ingiusti versi. Allora, quando mi capita di essere di buon umore, dato che, riconosciamolo, questa umana possibilità esiste malgrado tutto, come se me ne vergognassi di queste distrazioni che in certi casi possono raggiungere l’indecenza anche più comica, per non parlare di quella ridicola, mi ravvedo. Faccio una specie di tragico mea culpa. Se ho a disposizione un computer scrivo allora questa semplice parolina: “catastrofi”. E clicco. Ah la lista googlechea! Centinaia di migliaia di occorrenze, a scelta. Oppure, tanto per cambiare, vado a leggere qui e là sul sito di un giornale qualsiasi: politica nazionale e internazionale (e locale e regionale), nuove conquiste scientifiche, cucina e medicina, società e spettacolo, sviluppo economico, welfare, prospettive diverse, cronaca, borse, miracoli, concorsi poetico-letterari, sport, architettura, moda, caccia e pesca, natura, scandali e pubblicità. Evito i giochi e le barzellette se ce ne sono (va da se).
Le necrologie, poi, in modo particolare. Certe condoglianze troppo partecipate, infatti, potrebbero farmi morire dalle risate.
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