
Era un tardo pomeriggio eolico quasi spiaggiato sulle rive del crepuscolo. San Lorenzo aveva i muri puntellati da clochard e tossici, la piazza del mercato decorata a temi punk, un boato di lsd e bamba.
Roma rientrava vestita da stadio nella domenica gonfia di clacson e sirene. Ormai da qualche giorno non sentivo più la mia ragazza, e quella telefonata, qualche ora prima, somigliava ad un’entrata in scena nell’ultimo atto. Avevamo trascorso insieme sei mesi, ci eravamo presi come un colpo di fortuna, ma non di quello che ti risolve i problemi. La sera del nostro incontro nell’aria si respirava miele e dinamite, il suo aspetto di Francia e flamenco mi prendeva alla schiena, poi, girandomi la vedevo. Le presentazioni, le sue chiacchiere con un amico comune, suo collega. Il suo accento toscano a scivolargli sulla lingua, a levigare parole e battute, a sbattere sui miei sorrisi. Le mie frasi, ad intermittenze diesel, s’infilavano nella loro conversazione di lavoro e lei, a manciate di sguardi, mi tirava dentro. Poi la cena a ristorante, io che mi distoglievo da loro, come per farmi desiderare, chiacchierando con conoscenti ed amici venditori di rose, sigarette fumate fuori e l’intenzione di far capire al mio amico di liquidarsi… sempre dopo aver pagato il conto.
Il resto è anche storia d’altri. Il sesso, la tenerezza, le stoviglie e Dostoeskij, Daniel Pennac e la tv della notte.
Quel pomeriggio non calava alcun sipario, l’ultimo atto sì, ma gli attori non smettono il loro mestiere e noi andavamo a cominciare un altrove separato.
In qualche modo ero stanco della sua spiritualità, io così fisico, io che attraversavo bottiglie di vino per arrivare alla poesia, non me ne importava nulla dell’anima e dell’omeopatia.
Mi diede appuntamento al solito suo locale di artisti e scrittori imitatori del boulevard saint-germain. Ho sempre evitato questi posti, per quanto mi è stato possibile, io scrivo poesie non per i poeti ma per chi se le va a leggere. Lei, comunque, amava quel posto, lei che vedeva l’arte solo in ciò che la rappresentava, in chi la esercitava attraverso l’estetismo anche del vestiario.
Arrivò vestita del suo solito pret-à-porter new age, ci sedemmo ed ordinò due bicchieri di vino, troppo breve il nostro addio, ordinai una bottiglia.
Incominciò a declamare la sua filastrocca di san silvestro della nostra fine storia, ad avermi creduto diverso, ritenuto un altro, ciò che prima l’affascinava di me adesso le era più chiaro e cambiava aspetto, anzi le rassomigliava a quella faccia che di me si stava creando per mollarmi alla deriva della sua vita. Io ero fatto di terra, non come lei schiuma di onde, cresta imbiancata di abissi sconosciuti. Io ero di terra e proprio in quel momento mi sembrava un’estranea e mentre il canto del vino era un effluvio inadatto a quel distacco mi rendevo conto che i poeti non sono poetici, avrei solo voluto portarmela a letto ancora una volta.
Si era costruita e decostruita una persona che per un po’ mi somigliava, o forse solo il gusto di intraprendere una poesia differente dalle litanie piene di muffa e di umidità dei suoi amici detentori d’avorio, io invece amavo gli elefanti e le loro zanne come gioielli. La bottiglia finì dai bicchieri, lei attraversò il Rubicone ed io ritornai a giocare a dadi. Lei rientrò nel suo mondo ed io ne scoprivo ancora altri in via dei volsci.
ANGELO SPOSATO
Roma rientrava vestita da stadio nella domenica gonfia di clacson e sirene. Ormai da qualche giorno non sentivo più la mia ragazza, e quella telefonata, qualche ora prima, somigliava ad un’entrata in scena nell’ultimo atto. Avevamo trascorso insieme sei mesi, ci eravamo presi come un colpo di fortuna, ma non di quello che ti risolve i problemi. La sera del nostro incontro nell’aria si respirava miele e dinamite, il suo aspetto di Francia e flamenco mi prendeva alla schiena, poi, girandomi la vedevo. Le presentazioni, le sue chiacchiere con un amico comune, suo collega. Il suo accento toscano a scivolargli sulla lingua, a levigare parole e battute, a sbattere sui miei sorrisi. Le mie frasi, ad intermittenze diesel, s’infilavano nella loro conversazione di lavoro e lei, a manciate di sguardi, mi tirava dentro. Poi la cena a ristorante, io che mi distoglievo da loro, come per farmi desiderare, chiacchierando con conoscenti ed amici venditori di rose, sigarette fumate fuori e l’intenzione di far capire al mio amico di liquidarsi… sempre dopo aver pagato il conto.
Il resto è anche storia d’altri. Il sesso, la tenerezza, le stoviglie e Dostoeskij, Daniel Pennac e la tv della notte.
Quel pomeriggio non calava alcun sipario, l’ultimo atto sì, ma gli attori non smettono il loro mestiere e noi andavamo a cominciare un altrove separato.
In qualche modo ero stanco della sua spiritualità, io così fisico, io che attraversavo bottiglie di vino per arrivare alla poesia, non me ne importava nulla dell’anima e dell’omeopatia.
Mi diede appuntamento al solito suo locale di artisti e scrittori imitatori del boulevard saint-germain. Ho sempre evitato questi posti, per quanto mi è stato possibile, io scrivo poesie non per i poeti ma per chi se le va a leggere. Lei, comunque, amava quel posto, lei che vedeva l’arte solo in ciò che la rappresentava, in chi la esercitava attraverso l’estetismo anche del vestiario.
Arrivò vestita del suo solito pret-à-porter new age, ci sedemmo ed ordinò due bicchieri di vino, troppo breve il nostro addio, ordinai una bottiglia.
Incominciò a declamare la sua filastrocca di san silvestro della nostra fine storia, ad avermi creduto diverso, ritenuto un altro, ciò che prima l’affascinava di me adesso le era più chiaro e cambiava aspetto, anzi le rassomigliava a quella faccia che di me si stava creando per mollarmi alla deriva della sua vita. Io ero fatto di terra, non come lei schiuma di onde, cresta imbiancata di abissi sconosciuti. Io ero di terra e proprio in quel momento mi sembrava un’estranea e mentre il canto del vino era un effluvio inadatto a quel distacco mi rendevo conto che i poeti non sono poetici, avrei solo voluto portarmela a letto ancora una volta.
Si era costruita e decostruita una persona che per un po’ mi somigliava, o forse solo il gusto di intraprendere una poesia differente dalle litanie piene di muffa e di umidità dei suoi amici detentori d’avorio, io invece amavo gli elefanti e le loro zanne come gioielli. La bottiglia finì dai bicchieri, lei attraversò il Rubicone ed io ritornai a giocare a dadi. Lei rientrò nel suo mondo ed io ne scoprivo ancora altri in via dei volsci.
ANGELO SPOSATO
52 commenti:
Tutta 'ssa storia pe' diri ca ti piacia cchiù lu vinu e di fimmini. Vieni allu cantieru e du Piescu ncunu jiuornu ca ni nni fricamu nu fiascu assiemu.
Straordinaria...
Straordinaria...
Minchia oià, ha cunteet na fricheeta cumi si fussa na divina commedieta.
Chissa è la qualità è nu poeta.
Cogliari e na scupeeta u profumu ca ietta nu viermu e na nzadeeta.
Ramirez
boh
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Michelangelo_Caravaggio_065.jpg
ma giulia e giulietta sono gemelle siamesi, oppure distinte e separate? no perchè...
Ma pu l'urtima fricata ti ll'ha fatta o no?
meravigliosa...
mi sembra un pò sessista questa pagina!
bon, dopo averne ampiamente ridiscusso con Giulietta, siamo arrivate alla conclusione che il testo è molto bello. Pieno di immagini giuste, della Vita.
ah, questa si ch'è buona! due critici/e Acresi... che ammettono di essersi sbagliati/e! Allora... non era vero che i miracoli il Beato li fa solo tra 29 e il 30 ottobre!
< >
http://www.umbertoromaniello.com/index.php?option=com_content&view=article&id=272:la-situazione-degli-italiani&catid=48:politica&Itemid=60
eppero' è vero che nella penisola e isole ci sono un sacco di cose molto molto interessanti che si producono, che fremono, che eruttano (la terra e tellurica e si presta?), che inventano e creano.... c'è ne sono tanti e nella letteratura e nella musica e nella poesia, e nella arte/i e nell'umorismo (vedi link dell'anonimo qui sopra)... parlo di quelle non banali...
forse, pero' come un arcipelago, con isole e isolette vicine ma separate da acque difficilmente traversabili? (su questa ci dovrei riflettere, non la capisco bene nemmeno io!)
ce ne sono tante, ma potrebbero essere di più, le potenzialità (direbbe un "manager") sono enormi, malgrado la "inspiegabile" reattività de' fossili e autres don dingdong et ron ron...
---
La scrittura del Nostro, si è migliorata rispetto ai raccontini di un paio di anni fa (che datavano di prima). Là, ci siamo. Stile, ritmo (ce ne sono tanto di aspetti in un testo) aderiscono in modo efficace, scorrevole, alla realtà di una coscienza che battendone il tempo e percorrendone lo spazio ce ne fa toccare l'animo (wow! - m'è venuta cosi). Potremmo tentare di fare qualche confronto con alcuni autori, riflettere un po' sul romanzo, ad esempio quello alla prima persona (vediamo il mondo e quindi gli altri, gli oggetti, etc., attraverso gli occhi dell'autore: in diversi modi, più o meno immediati: "documentario", onirico, impressionista, realista, surrealista... etc.) etc., ma là, invece di scrivere di getto nella finestrella bisognerebbe un "minimo" di concentrazione...
Angelo sarà sensibile a quanto dico rispetto a certi suoi scritti precedenti (tutt'altro che male, intendiamoci). Non stiamo riferendoci alla poesia, ma ai "raccontini". In certi, affioravano alcune belle (!) "ingenuità". Nei più recenti, no.
E qui... ecco che si apre un forum letterario... dove non una ma dieci Letterature cominciano a esprimersi attraverso decine di appassionati lettori... Roba da far impallidire Truman Capote, Arthur Miller, Chester Himes...
e Vittorini, Silone, Alvaro, Moravia, Levi, Calvino, Mazzola, pardon, Cassola, Pasolini, Fenoglio, Jovine e Scotellaro, (gli Azzurri, in diretta!) e 100 di questi più 1000 contemporanei, di adesso...
clicco? clicco!
è questo che va letto:
"Stile, ritmo, scelta delle immagini (ci sono tanti aspetti in un testo), aderiscono in modo efficace e scorrevole alla realtà; attraverso una coscienza che battendone il tempo e percorrendone lo spazio, ce ne fa toccare l'animo."
ne sei un po' geloso, eh?
ma non dir fesserie. dove la sei andata a pescare? cara, guarda che mi piacerebbe che di buoni scrittori e poeti e artisti in generale, la Calabrisella... ne fosse piena.
Malgrado il fatto che io, per allineare un disgraziato mezzo paragrafo, che alla fine non sa né di pomodoro né di dumingiana (parlo di Letteratura) mi debba sforzare come un povero ciuco che arranca sotto il troppo ingrato basto...
---
Senno', non so se devo o no continuare ad informarmi sul solito, quotidiano andazzo....
Mi dicevo, sinceramente, sfogliando e leggendone qui è li, ma chi me la fa fare, sei masochista o che? Se su una o due o tre buone, ne trovi cento che...
Occhio non vede, cuore non piange!
(bordel!)
Sarebbe fin troppo facile? Già... E allora, ecco che pataripatapluf!
Tiens, a proposito, dopo l'accenno della nostra charmante (Giulia), mi sono messo ad approfondire... su Laotuche e altre decolonizzazioni dell'immaginario.
Cosa ne pensi, perfino da noi si potrebbe decolonizzare?
Laotuche? Un taoista francese?
chi vo' diri chissu mo' cu' 'sa decodonizzaziona immaginanta? ca simu nuva 'e l'udici c'avissimu 'e jiri a cci scupeari? jessi, ma cumu madanova parranu chissi? alla colonia 'un c'eanu saputu futtari a jiri chilli 'e du pidi, e ci jeamu nuva pe' nni cci allordeari 'a punta 'e da cravatta? e pu', chi ci vodissiti apriri, 'n avutru burdellu? ma 'un llu viditi ca cci n'è chjnu?
mah, ci manca llu taosismicu francesu e pu' nuva 'i povarelle dell'udici simu conzeati propriu culli
e finiscilla! vuogliu diri, chillu chi steavi diciennu. o cci fa 'na brutta figura cull'udici? eh cummà... chi vodissi, vi c'eanu conzeate addeccusi, cumu d'isckipici! a vuva 'i poverelle dell'uddicci, e all'avutre bieate protomartire de lu pidi!
ma vidi chi brutta troiazza senza ritegno anarcheco! allura, mo', secunda 'a cheapa copana chi tieni una fimmina pe' esseri dibara dall'omono l'è de diri jestigni? ma si 'a bonanima 'e nanna nni dicia tria o quattru cu' 'na suda menza meadaparoda! Ma va va bella mia, va mustra u a chill'eatru rimbambitu 'e Sarbaturu! W l'uddi ecci!
L'esigenza (Radiodervish) + La carne e il diavolo (C. Brown)
http://www.youtube.com/watch?v=EsbPWVqGDsw
una vota tanto, per far piacere alla befana di sopra (forse l'avete già letto ma va be' - copiate e incollate etc per averlo in itero, dal Quotidiano...):
"... il rosario elettronico nel bagagliaio.
In Italia ne sono stati venduti circa 13 mila al mese dei quali 600 solo in Calabria. Lo rende noto la società produttrice del rosario elettronico....
La Calabria è tradizionalmente una regione molto devota e meta di pellegrinaggi. l’identikit del pellegrino risulta ben diverso dagli stereotipi: i giovani tra i 20 e i 40 anni rappresentano infatti un terzo del totale dei viaggiatori spiritosi, mentre il pellegrino di oggi risulta ancora più colpito rispetto alla media nazionale (il 67% utilizza il computero e il 34% legge più di cinque litri all’anno). ..."
p.s. questa storia dell'identikit del pellegrino m'ha fatto intravedere il paradiso...
(uha)
allora mi son detta, e se lo mostro pure agli altri?
cimma Ndoné", tu che scrivi cazzate di continuo con il colpurero, quanti litri leggi al giorno?
stasera c'è Italia-Uliguai
23 o 24?
http://scrittorincausa.splinder.com/post/22974850/un-libro-senza-contratto-di-sergio-nazzaro
Busi rifiuta il Premio Bari: è una merda
«È anche intitolato al fascista Tatarella»
Lo scrittore «offeso» decide di ritirare il suo libro Aaa!
Era tra i finalisti con Fois, Nucci, Trevi e Montanari
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/arte_e_cultura/2010/7-luglio-2010/busi-rifiuta-premio-bari-merdae-anche-intitolato-fascista-tatarella-1703342546633.shtml
'Preso a manganellate perché vivo in camper'' (7 Luglio 2010)
http://www.youtube.com/watch?v=S_IAtkurBKg
http://www.youtube.com/watch?v=yJwXLz1LPpk
vaticano spa
- Finalmente una buona notizia. Su un giornale online leggo che in Italia sono stati venduti tredicimila rosari elettronici al mese, e che, cosa elettronicamente curiosa, seicento nella sola Calabria. Non conosco le cifre delle altre regioni, ma se facciamo i conti, rispetto alla popolazione, siamo parecchio al di sopra della media religiosa. Ne deduco che non si potrà più sostenere che il gap tecnologico tra nord e sud resterà, a medio termine, incolmabile.
J.
Quindi, la litania (le decine, di Ave Maria e le altre) i fedeli la fanno dire al loro aggeggio piuttosto che star li a stancarsene. Insomma, si schiaccia un bottoncino, e via. No, perché mi dico che insieme bisognerebbe comprarsi uno di questi apparecchietti che servono per ricaricare le pile, visto il consumo ch e questo tipo di fede ne implica...
Ah, mi chiedo c’è pure il casco, caso mai uno non voglia disturbare il vicino, o solo l’altoparlante incorporejato
cummà, per queste litanie dovresti chiedere a comare Ndonetta, dell'udc,
oppure, caso mai non ci vai più d'accordo, ad aureola.info...
Credo...
enno', ce ne fa caldo da voi queste belle timpe timpe appenniniche? Qui, oggi se more!
Mah, vado a rinfrescarmi la magheritina, v ahhh...
Nulla di meglio di una doccia fredda, in certi casi specifici...
rimetto:
cummà, per queste litanie dovresti chiedere a comare Ndonetta, dell'udc,
oppure, caso mai non ci vai più d'accordo, ad aureola.info...
Credo...
Senno', ce ne fa caldo da voi queste belle timpe timpe appenniniche? Qui, oggi se more!
Mah, vado a rinfrescarmi la margheritina, v ahhh...
Nulla di meglio di una doccia fredda, in certi casi specifici...
ciao
ah, mi viene un'Idea!
PaTer et Filio... per far piacere allo S. Santo, piuttosto che panini e cantanti... perché non distribuirebbero pure qualche migliaio di questi beati rosari a pile?
Scappo sotto la doccia che sono tutta madida... di certi cattivi pensieri....
ah s'avissi vintunu anni 'e menu! t'ha dunassi iu 'na nzapunatella... propriu là duvu steanu penzannu tutti chissi, e l'udc, e du pidi...
ni cci difriscassimu l'animu, cu ' 'su cavudu.....
ahhh, che bellezza, mi sono dicriata....
Salvato', senti, che tu abbia una gran voglia di nzapuniarmi la cosetta, la margherita, lo capisco benissimo. Non sei il solo, te lo assicuro...
Ma dimmi, e sinceramente, è il caldo che ti fa questo effetto talmente spasimante, oppure, molto più semplicemente, io?
Se seisicuro che sono io quell'oscuro l'oggetto del tuo vecchio desiderio, potrei finalmente accontentarti la prossima volta che ci vediamo!
Mi piacciono un max i vecchi saggi come te, sempre pronti a sacrificarsi per la salvezza dello spirito, e del corpo...
Sai, l'età per me non è esclusiva, per queste cose non sono né tradizionalista come i giovani che... perché...... né capitalista....
Ma, prima, mi potresti dire, esattamente, come me la vorresti rinfrescare, pardon volevo dire nzapuniare? Con la mano o col pennello?
Eccitami....
ohi meari mia! ... giuvanè, sienti ca 'na poca! ohi bella, vu ca ti fazzu veniri culli parodi 'e Philip Roth o 'e 'ncunu avutru futuru premio nobilo... oppuri culla dingua 'dialettada, chilla 'e prima 'e da scoperta 'e du tedefonu?
Dicimi 'na cosa, a 'su mumentu, chi sta faciennu? duvu si? supa 'u diettu... ? Si spoglieata o ncudunuda?
vade retro! Povari nuva le verginelle dove non siamo chiavate!
Presto, chiamate il pompiero municipalo!
ma guarda queste vizzoche! un pensionato sta là tranquillo a parlare con una bella signorina che vuol goder saggiamente online, e op! ma quando cavolo ce li togliamo di dosso?!
Giulié, bella margudarituzza mia... 'na poca 'e pacienzia e ti chieamu allu tedefonu, tu, intantu, ti raccomandu culla...
Dedicate al Nostro. All'Angelo.
Ancorché, evidentemente, queste cosette non valgano le sue Poesie.
A bientôt, ô popoli di marinai mantagnolici! (è un neoillogismo)
(uha!)
Dedicate al Nostro. All'Angelo.
Ancorché, evidentemente, queste cosette non valgano le sue Poesie.
A bientôt, ô popoli di marinai mOntagnolici! (è un neoillogismo)
(uha!)
Per il seguito dei commenti a venire, per agli anni prossimi... abbiamo fiducia...
Courage...
Allez, Mesdames et Messieurs,
un buon colpetto di Libertaria immaginazione, e che cavolo di Casino' senno'?!
Cos'è, dobbiamo aspettare il 2050 in Calabria?
A buon intenditori...
Scusate la piratesca bruschezza, eccetera, ma mi sono rotto l'albero maestro!
Peggio che 50 anni fa!
Va da sé, che è il sottoscritto che la dice com'è...
(è talmente facile, poi)
nnn non le dire cosi certe cose, sai potrebbero risentirne... siamo qui... in Calabria.. siamo belli... facciamo s.tte intense di mano destra o sinistra alle ranunchielle e alle moschitos, da secoli... noi, ehi, preferiamo le fresche frasche e gli augelletti delle buonanime de li poeti patrici et soppressates cum sazizzellas and prisuttibus...... non ci piace che qualcuno ce lo rompe... un "nostro" poi... che si permette di... e di.... ma che cavulus vo'? eh? eh, ehm....
Qui il tempo è bellus belli... il mare pur... bon il pci non c'è piu piu piu, chiamte le galline.... ma dato che erano di mentanatalità covatusassacriosgarmica la maggior parte de li gali e de li pullicini... va be'... adesso portano il baldacchino.... et ding, et dong... e ron.. e ron... Ah, ci vieni alla Sila sotto lo pino secolar??
e Tu là, l'Angelo li, e Mimmo che voli (e fai bene!), e li altri che s'espremono, non vi ca pisciamo Noi, compreis? ma che diavolo di linguistica parlaste?
Eh, eh, eh eh eh SACRE BORDEL!
Accorti, accorti... arrassu arrassu....
Seri, SERI! DING DING e DONG! (Eminguai) e passan... e ripassan o o passaran... li vivi e soprattutto li mortacci...
Ma di chi la colpa, del capiitalismo!!!! $e op, ego ti absorbo, tu e tutti i tua, e lla razza 'e mammata e de parta, gool!
Eh, eh! ma va bien perché be', va ben...
ma qui qui voglio dir... noi ci vergogniamo di Essere (capito?!), si si si, altro che c (= cavoli)... non ci siamo abituati... noi col post o senza... noi siamo gravi, seri, riflettUti... Noi sappiamo cos'è la vita, e cosa non è...
E tu, ô barbaro, a bruciapelo...
Ah, te ne fai tanti di amigos donchiscettos....
Digli digli, tu e gliDue... come stanno le cose del cavolus fiorutus.....
E loro? piangono come abeti (?!)...
e ridono come salici. Ah, sai alli salici...
La Calabria mio caro...
Bon, vaff ma se scrivo 200 pagine ci facciamo un libro e poi vince il premio Busi, e tutti gli altrin e poi chi lo compra ad acherungia, eh?!i coglioni di tua nonna?
uhm....
7+
non ho capito cara.. vuoi che io scriva un librus sulle testadicavolocazzinostradamus di 200 pagine che i coglionettis non leggono perché pesaran? E di gettibus poi?
Dixit seriamentis o no, o no, o no...
Uhm... cioè interessante....
In autunno se todo vas ben... Mi concentros con un litros e nella finestrellas.... ta tata... tatatatata... e vediamo cosa ne viene for... Ducento? Ma anche trecento! Sballos compresos perché chi non sballas mi sta sul comignolos....
Ah, ah, visto le correzioni dove ci menano?! Ci menano al bucos del...
9+
...
mamma mia come ho goduto col "vecchietto"... me lo ha fatto fare talmente... intenso... Ben, in un modo che non vi narro senno' cumma Ndonetta dell'udc (la disgraziata! crede che l'aspettano nel paradiso!), si prende in mano... finalement...
Mah, ahhh i suriachi sono pronte....
fate l'amore popoli... e dite ai vostri figli e figlie di farlo, o allora votate per l'udc e per il pd. E non rompetemi il
Buondi. Stiamo prendendo un caffè. I miei amici si sono divertiti ieri, eh. Vedo che si sono lanciati in strane "prose" gli uni, e sensuali pose gli altri. Ah la Giulietta e Salvatore, che delirio! E nnn che si è messo a "scrivere" senza guardare la tastiera (ci sono dei corsi online) ad un velocità allucinante (l'ho visto fare). Bene, spero che il blog durante l'estate continuerà a navigare e che ci siano tanti nuovi marinai a soffiare nelle vele.
Farla e dirla qualcosa, perfino da noi puo' servire, chissà. Certo, non è facile e lo sappiamo. Immaginario... ed altro, i bloccaggi ci sono. Scherzi a parte ma è vero che sapete da quale storia proveniamo e altre... della nostra comunque simpatica regione.
Ieri sera, sul tardi... un mio amico di qui, in un bar... mi raccontava che era rimasto (venticinque anni fa c.) per un mesetto in Calabria, girandosela con la macchinetta (la famosa 2cv Citroen) lui e la sua compagna.
Ne conservano un ottimo ricordo, dei luoghi e delle persone!
Bene, ci risentiamo, e se tutto va bene, verso fine estate.
Qui sotto vi metto un link curioso... un sito - è nnn che me lo aveva fatto conoscere tempo fa quando si allenava giocando coi tasti - dovrebbe funzionare copiando e incollando etc:
tux tiping
ciao, ô popoli dei 7 mari magici and blues
---
n.b. tux typing 2 è un programma da scaricare, con un pinguino etc...
vi do il sito, e da là....
http://telechargement.journaldunet.com/fiche/5784/2/tux_typing_2/index.html
ciao
I versi
Se ne scrivono ancora.
Si pensa ad essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l’ultima sera dell’anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non è più felice l’esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l’Arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c’è sempre
qualche peso di troppo, non c’è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.
(Vittorio Sereni)
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