22 giugno 2010

GLOSSARIO DI GONFIEVELE

Vino: Il vino è una bevanda alcolica fermentata, ottenuta esclusivamente dalla fermentazione totale o parziale del frutto della vite, l'uva, sia essa pigiata o meno. L'abuso di tale bevanda può causare dapprima euforia ed in seguito vaneggiamenti e sragionamenti.

Vigna: con il termine vigneto (o vigna) si intende un appezzamento di terreno dedicato alla monocoltura della vite (vitis vinifera).

Vignetta: la vignetta è un riquadro contenente una singola scena della striscia, della tavola o dell'intero volume a fumetti. L'ordine e le dimensioni delle vignette sono fondamentali, perché rappresentano una scelta stilistica e narrativa ben precisa. La vignetta, pur non contenendo alcool, produce in alcuni soggetti particolarmente sensibili, gli stessi effetti dell'abuso di vino (euforia, se riguarda gli altri, vaneggiamenti e sragionamenti se riguarda se stessi)
NON ABUSARE, LEGGI LE VIGNETTE RESPONSABILMENTE



MIMMO GALLIPOLI


9 commenti:

J. ha detto...

Belle... ! a parte che trovo molto divertente il tutto, e oh il cartello segnaletico (l'udc ne sta mettendo di questi?)

La citazione di Voltaire sulla pietra tombale mi ha fatto ritornare il mente altre cose che riguardano (anche) quanto chiedeva ieri Giulia, a proposito delle istituzioni: se si era mandata la lettera di Samuele...
Ora, siccome stamattina ho letto il suo articolo sul suo buon interessante blog sul “giornalismo amministrativo” (ufficio stampa, ruolo del portavoce, etc.), e che ad un certo punto accenna al “romanticismo del concetto Chomskyano di comunicazione”....

Bene, qui, piuttosto che riflettere sulla piega politica che queste cose prendono da noi (con tutto il resto amministrativo: udc...izzazione politica, etc.), vorrei proporvi, anche se probabilmente parecchi di noi lo conoscono già, un video,(parte una e due), di un “vecchio” dibattito tra Foucault e Chomsky, dov’è questione di ISTITUZIONI. E di NATURA UMANA. Ci sono i sottotitoli italiani.
Lo trovo molto interessante. Tante cose sono state scritte su questo incontro.
La citazione di Voltaire mi ha fatto ritornare in mente varie cose dette in altre occasioni da Chomsky sulla libertà d’espressione. Sulla sua difesa (sul web mettendo insieme queste parole si trovano parecchi documenti). Cose che gli hanno attirato varie critiche.
Quello che qui mi interessa, adesso, è la concezione che i due filosofi (definiamoli cosi, un po’ univocamente, benché i loro interessi spazino in diversi campi) hanno delle istituzioni. Della cultura...
Secondo Foucault non esisterebbe nessuna “natura umana”: questa, quando non è altro che il riflesso di una ideologia, di un potere che tende ad auto-conservarsi, imponendola. (Di questo si è molto occupato l’americano, da una vita: fabbrica del consenso, manipolazioni elle opinioni pubbliche, etc.) Impossibile, quindi, basarsi su una invariabilità della stessa nelle costruzioni di un “al di là”, di una società futura (Foucault scherza su Mao ad un certo punto). Ora, Chomsky, grande linguista nonché spirito profondamente libertario (fin da piccolo) pur accettando in parte le argomentazioni del francese, ragiona in modo diverso. E' convinto che si devono, comunque, proporre società migliori rispetto a quella attuale. Per potersi fare, dice che bisogna far leva sulla parte migliore delle disposizioni umane, della sua natura. Eccetera, inutile aggiungerne. In breve, il disaccordo è quasi totale alla fine, nonostante critiche a volte vicine!
Cosa ne penso? Il discorso di Chomsky mi sembra costruttivo, rispetto a questo lato specifico del “relativismo” (al pessimismo potremmo anche dire) di Foucault. Non sono molto lunghi queste due parti.

Bene, il vino non c’entra ma come vedete ci ha ispirati. Ma, già che ci siamo... Considerandolo come una ISTITUZIONE (tradizione, cultura, comprese sagre, cantine, saloni, etc), mi domando se bevendolo ci si prende più gusto coi concetti della “grammatica generazionale” (l’innato, per far corto) di Chomsky, oppure con le idee “strutturaliste” di Foucault! (piacere basato sulla natura umana, o sulla cultura? attenzione, quando questa e considerata come auto-produttrice del suo stesso senso, in modo storicistico, etc.) Cos’è che predomina... dato che le due sono presenti?

video (parte I) del famoso dibattito :

http://www.youtube.com/watch?v=8dgtXCTmAoI

scusate qualche eroretto

errata corrige (!) ha detto...

Francamente ci vedo ancora più doppio del solito, da stanotte in poi... Lo rimetto.

Belli... ! a parte che trovo molto divertente il tutto, oh il cartello segnaletico (l'udc ne sta mettendo pure di questi?)

La citazione di Voltaire sulla pietra tombale mi ha fatto ritornare il mente altre cose che riguardano (anche) quanto chiedeva ieri Giulia, a proposito delle istituzioni: se si era mandata la lettera di Samuele...
Ora, siccome stamattina ho pure letto il suo articolo sul suo interessante, buon blog, quello messo ieri, sul giornalismo amministrativo (ufficio stampa, ruolo del portavoce, etc.), e che ad un certo punto accenna al “romanticismo del concetto chomskyano di comunicazione”....

Bene, qui, pero', piuttosto che riflettere sulla piega politica che queste cose prendono da noi (con tutto il resto amministrativo: udc...izzazione politica, etc.), vorrei proporvi, anche se probabilmente parecchi di noi lo conoscono già, un video (parte una e due), di un “vecchio” dibattito tra Foucault e Chomsky, dov’è questione di ISTITUZIONI.
E di NATURA UMANA.
Ci sono i sottotitoli italiani.

Lo trovo molto interessante. Tante cose sono state scritte su questo incontro.
La citazione mi ha fatto pensare a varie cose dette in altre occasioni da Chomsky sulla libertà d’espressione. Sulla sua difesa (sul web mettendo insieme queste parole si trovano parecchi documenti). Cose che gli hanno attirato varie critiche.

Quello che qui mi interessa, adesso, è la concezione che i due filosofi (definiamoli cosi, un po’ univocamente, benché i loro interessi spazino in diversi campi) hanno delle istituzioni, della cultura, dell'uomo... (ne parlano nel video, dunque sorvoliamo)

Secondo Foucault non esisterebbe nessuna “natura umana”: questa non sarebbe altro che il riflesso di una ideologia, di un potere che tende ad auto-conservarsi, imponendone le sue definizioni, attraverso la sua cultura... (anche l’Americano si è molto occupato della “fabbrica del consenso”, delle manipolazioni elle opinioni pubbliche, etc.) Impossibile, quindi, basarsi su una invariabilità della stessa nelle costruzioni di un “al di là”, di una società futura (Foucault scherza su Mao ad un certo punto). Ora, Chomsky, grande linguista nonché spirito profondamente libertario (fin da piccolo) pur accettando in parte le argomentazioni del Francese, ragiona in modo diverso. E' convinto che si devono, comunque sia (le nostre ignoranze sull’uomo, etc., le sottolinea assai chiaramente nel dibattito), proporre società migliori rispetto a quella attuale. Per potersi fare, afferma che bisogna far leva sulla parte migliore delle disposizioni umane, della sua natura. Eccetera, inutile aggiungerne. In breve, il disaccordo è quasi totale alla fine, nonostante critiche a volte vicine!
Cosa ne penso? Il discorso di Chomsky mi sembra costruttivo, evidentemente. Rispetto a questo lato specifico del “relativismo” (del pessimismo potremmo anche dire) di Foucault. Non sono molto lunghi queste due parti.

Bene, il vino non c’entra forse ma come vedete ci ha ispirati. E già che ci siamo... Considerandolo come una ISTITUZIONE (tradizione, cultura, comprese sagre, cantine, saloni, etc), mi domando se bevendolo ci si prende più GUSTO coi concetti della “grammatica generazionale” (l’innato, per far corto) di Chomsky, oppure con le idee “strutturaliste” di Foucault! Piacere basato sulla natura umana, oppure sulla cultura? (attenzione, quando questa e considerata come auto-produttrice del suo stesso senso, in modo storicistico, etc.) Cos’è che predomina ô popoli di nudisti... dato che le due sono presenti?

video (parte I) del famoso dibattito :

http://www.youtube.com/watch?v=8dgtXCTmAoI

spero che sia un po' più comprensibile!

un ammiratore ha detto...

vorrei farvi notare ô popoli di nudisti sulle vespe o a piedi nel Corso senatoriale.... due cose:

- la prima è che i seni della ragazza mi piacciono un max (ole!)

- la seconda: dire a J. che la citazione "è" di Voltaire (producendosi un piccolo clic ritardatario nei miei poveri neuroni più reconditi, quelli della "terra del quasi oblio" ho controllato
di colpo, ne ho scoperto o riscoperto altre...
si tratta di una frase attribuita da una Inglese, che il Francese non ha mai scritto (cosa da lei stessa riconosciuta)
incollate la frase e trovate
oppure, andate all'articolo "tolleranza" (quello in francese), la nota 2, alla fine
Per Mimmo che l'ha utilizzata per il suo lato umoristico, etc., in questo modo scherzoso, tutto ok. Ma, per J. che... e che... (ce le scassa con le sue filosofie vinicole) è grave!

J. ha detto...

A proposito di seni (parliamo di cose serie), il "primo" incontro che ebbi con queste strane creature... (primo su una spiaggia, belinteso e quante ne vidi allora nel giro di pochissimo tempo), avvenne oltre la frontiera italiana! Su una spiaggia di Montecarlo prima, e di altre località francesi vicine nei giorni successivi. Ero a piedi, o facevo l’autostop. Avevo pochi soldi (guadagnati lavorando per una quindicina di giorni a Diano Marina, quella estate).
Bene, siccome non ne sapevo nulla di preciso su questa moda sconosciuta sulle nostre spiagge (seni all’aria), pur avendo la bellezza di poco più della ventina (!), andando direttamente al barretto vicino alle docce, per comprarmi un’aranciata (un caldo da non dirsi), la ragazza si volta verso di me e... E non è tutto! Mentre bevevo (con gli occhi), non vi dico il numero di ragazze e dame che venivano a farsi la doccia (aperte), a tre metri dal sottoscritto!
ohi ohi ohi ohi
(Natura o cultura? Non saprei dirlo precisamente, ma va bene lo stesso.)
Questo, per dire (qui sta il "bello") che quando, poi, ritornavo sulle nostre spiagge, mi ci paria strano. Come se qualcosa mancasse. Non so se rendo l'ideale.
D’altronde, mi sembra che non è che si sia incominciato da moltissimi anni a...
(e poi, si puo' dappertutto adesso? - devo fare qualche ricerca - beninteso, qui le veline che e che etc. non c'entrano)
Morale, ecco a quali perdizioni delle "proprie" tradizioni... puo’ condurre l’autostop transfrontaliero!

cumma Maria dell'udc ha detto...

jessi! Iu, vieta a mia, 'un vi mustrassi mancu si mi pagassiti!

cumma Maria la libertaria ha detto...

qui sopra prendo in giro comare Ndonetta, scherzando coi nomi....
(è andata allu Pietturutu, guarda caso)
io, se volete, e senza spendere un soldo, mi tolgo sia il sopra che il sotto. sapete, spiritualmente sono una gran bella nudista di una certa età

sarbaturu ha detto...

Mari, si ti spuogli tu mi spuogliu pur'iu addeccussi ni facimu nu giru culla Vespa e ni jeamu accatteamu n'u gedeatu alla Venera!

cumma Maria ha detto...

e si chissi e l'udc 'un ni ci feanu passeari 'e du sesso unico? tu 'u sa cumi sunu spierti....

Anonimo ha detto...

l’udc, ...l’udc, ...l’udc, ...l’udc, ...l’udiccì... e mo’ basta e che cazzo! c’ è di peggio in giro. di peggio persino dell’udiccì. ad esempio...