Cari Pirati, qui oggi è una gran bella giornata. E da noi, come andiamo coi “buchi e buchetti del territorio"? Va be’, me lo immagino. A proposito, tempo fa avevamo fatto qualche esempio... Certi aneddoti... Ora, anche se nel post qui sopra si tratta, mi sembra, dei tre nostri prossimi assessori allo Spettacolo, (in ordine decrescente?), vorremmo raccontarne un altro, brevemente (tranquillizzateVi), che concerne, forse ancora più direttamente, la tecnica del buco in sé e per sé. Tecnica detta del “Buco doc”. Tra di noi: sarebbe una buona cosa scrivere una approfondita "Storia del Buco", concernente il nostro comune. Eh, mica ci sono solo i Bruzi ed altri greci, e romani, e tutti quanti e via con la solita compagnia vecchia... Senza parlare, poi, degli “Imperi” più contemporanei... Ah, adesso che ci ripenso: credo che siamo d’accordo sul fatto che i buchi non possiamo assolutamente addebitarli agli americani ad esempio - né tantissime altre nostre cose, tipo: lascio entrare l’acqua dal tetto e la casa si allaga perché non vado a vedere da dove entra... - o se lascio aperto il rubinetto e che l'evacuazione guarda caso è 'ntippata– ma, sorvoliamo, poiché ognuno troverebbe esempi a dir basta. Procediamo, allora, con quest’altra storiella. Tanti anni fa, all’epoca gloriosa del pci r’occhettiano (anni settanta), ecco che in una delle nostre più simpatiche piazzette cittadine, di primo mattino (= verso le 11 sull'orologio del municipio), ti vediamo sbarcare un automezzo con sopra tre im piegati. Su un motocarro comunale pieno di ammaccature e mezzo arruzzeatu che era una autentica bellezza. Arriva e "Pum Pam Pum patatapum" (= il rumore della "marmitta": nei suoi toni più marcati). Impestando l’aria, cosa normale in quell'epoca, militantissima ma preecologica, questa meraviglia si ferma, stoppa come meglio puo’, con qualche sussulto pure molto caratterizzato. I Tre si dirigono, eroicamente (lo deducevo dal portamento generale), senza esitare, verso il grosso buco che ne dominava, questione profondità e larghezza, una buona decina di altri. Dalle forme artistiche che qui non posso attardarmi a descrivere. Diciamo comunque che tutta l'arte contemporanea o c'era o poco ci mancava. Questi municipali avevano, come missione (ci siamo poi informati), di riempire col catrame le tre o quattro buche stradali più importanti. Troppe, a forza, le cadute, eccetera... Incominciano, chissà perché, dal più grosso dicevamo. Ma, una volta messo tutto il catrame a loro disposizione, contenuto in due recipienti, in due secchi per il bucato, dopo aver dato una spolverata velocissima al buco principale si accorgono, alla fine, che ne hanno riempito, a malapena, i due terzi. Là, incomincio' una grande discussione che definirei... uhm... uhm... che potremmo definire sia tecnico-surrealista che tecnico-allucinante (ci sono certe importanti differenze tra le due). Uno di loro, avanzo' l’idea di prenderne la metà (del catrame già messo) e di metterlo negli altri buchi (il secondo ed il terzo buco). Per tutti gli restanti, “pu’si nni parra”. Il secondo operaio interviene... con evidentissima acutezza, sicuramente dettata dalla sua lunga esperienza, dicendo che questo non sarebbe servito a granché... Il terzo operaio, il caposquadra, affermo', allora, molto logicamente, che andava tolto dal primo e messo nel secondo (per importanza, scusate se mi ripeto ma bisogna essere precisi in questi casi). Alla fine, la spunta lui; perché aveva visto giusto certo, ma anche perché, cosa ancora più importante, grazie alla qualifica, e lui che comanda mentre gli altri due eseguono. Questi, riempiono di nuovo i secchi con il catrame tolto dal primo e cominciano a riempire, piano piano... con le manipude, il secondo. Il quale, pero’, si lascia colmare solo per i quattro quinti circa. Ricomincia una nuova discussione, certamente più animata della precedente. Ma, la Questione del Mezzogiorno facendosi sentire questi simpaticoni si mettono infine d’accordo. Ritolgono, velocemente adesso, tutto il loro catrame dal secondo, e oh Popoli dei 7 Mari e delle Montagne, riescono, perlomeno, apriti cielo, a riempire il terzo. Interamente! Anzi, gliene resta un po’. Ma siccome a forza di essere entrato in contatto con la polvere etc. etc. è diversamente mal ridotto, lo buttano (mezza secchio) nella spazzatura, nei bidoni là vicino. Raccolsero, donc, le due manipude, armani, andarono a lavarsene le mani. E rimisero in moto. E cioè: "Pum, Pam, Patapuum..." E buon appetito. I buchi, quasi tutti, vennero più o meno riempiti, prima della campagna elettorale. Parecchi mesi dopo. Grazie alla quale si ebbero, per un corto periodo almeno, meno ammortizzatori e caviglie slogate; più qualche altra caduta... E pensare che si possa sostenere che le elezioni comunali non servono a nulla!
Di queste ne abbiamo collezionate tante dicevamo. Ma rischieremmo di mandare il tilt internet se le mettessimo a getto continuo... Certo, ci rendiamo pure conto che criticare le cose del proprio comunque simpatico paese resta è tutt’altro che piacevole, in fondo... Fortunatamente che rispetto a certe prodezze possiamo riderne senza dispiacercene. Perlomeno in certi casi. Politicamente più profondi. In fondo, si tratta di Buchi.
p.s. qui sopra ho scritto: "all'epoca del pci r'occhettiano". Bisogna togliere l'apostrofo. Il R'Occhettiano , almeno nella sua forma più accomplita, si concretizzerà parecchi anni dopo, dopo il Muro...
va be' va be', "accomplita" non si dice... ah certe interferenze...
Ne approfitto per dire che sto concentrandomi su un altro aneddoto, su come presentare una certa agricoltura... Ne avevo scritto tre o quattro fogli ma va riassunto e ritoccato. Riguarda il povero, malcapitato pino silano che fu trapiantato in Piazza Annunziata durante un mese di luglio particolarmente afoso. Là, i mezzi, anche pesanti, ed il personale (compresi 1 geometra ed 1 ingegnere), erano tanti di più... Oh Popoli, ah quei quattro sacchi di "Concime 00 ..." (doppio zero), qualità speciale per pini silani trapiantati... a presto spero
Gino ci è andata male,l'ingordo non se fatto sentire....se li è finiti da solo. J.xck più che i nostri assessori "i tria 'e da chiazza" nella foto saremo noi fra qualche mese se non cambia l'andazzo!
8 commenti:
Per il tuo bene smettila con gli allucinogeni!!!!
Se te ne è rimasto qualcuno ci penso io a smaltirlo.
ln ti do una mano io a smaltirli!!!!!!!!!!
Cari Pirati, qui oggi è una gran bella giornata.
E da noi, come andiamo coi “buchi e buchetti del territorio"?
Va be’, me lo immagino.
A proposito, tempo fa avevamo fatto qualche esempio... Certi aneddoti...
Ora, anche se nel post qui sopra si tratta, mi sembra, dei tre nostri prossimi assessori allo Spettacolo, (in ordine decrescente?), vorremmo raccontarne un altro, brevemente (tranquillizzateVi), che concerne, forse ancora più direttamente, la tecnica del buco in sé e per sé. Tecnica detta del “Buco doc”.
Tra di noi: sarebbe una buona cosa scrivere una approfondita "Storia del Buco", concernente il nostro comune. Eh, mica ci sono solo i Bruzi ed altri greci, e romani, e tutti quanti e via con la solita compagnia vecchia... Senza parlare, poi, degli “Imperi” più contemporanei...
Ah, adesso che ci ripenso: credo che siamo d’accordo sul fatto che i buchi non possiamo assolutamente addebitarli agli americani ad esempio - né tantissime altre nostre cose, tipo: lascio entrare l’acqua dal tetto e la casa si allaga perché non vado a vedere da dove entra... - o se lascio aperto il rubinetto e che l'evacuazione guarda caso è 'ntippata– ma, sorvoliamo, poiché ognuno troverebbe esempi a dir basta.
Procediamo, allora, con quest’altra storiella.
Tanti anni fa, all’epoca gloriosa del pci r’occhettiano (anni settanta), ecco che in una delle nostre più simpatiche piazzette cittadine, di primo mattino (= verso le 11 sull'orologio del municipio), ti vediamo sbarcare un automezzo con sopra tre im piegati. Su un motocarro comunale pieno di ammaccature e mezzo arruzzeatu che era una autentica bellezza. Arriva e "Pum Pam Pum patatapum" (= il rumore della "marmitta": nei suoi toni più marcati). Impestando l’aria, cosa normale in quell'epoca, militantissima ma preecologica, questa meraviglia si ferma, stoppa come meglio puo’, con qualche sussulto pure molto caratterizzato. I Tre si dirigono, eroicamente (lo deducevo dal portamento generale), senza esitare, verso il grosso buco che ne dominava, questione profondità e larghezza, una buona decina di altri. Dalle forme artistiche che qui non posso attardarmi a descrivere. Diciamo comunque che tutta l'arte contemporanea o c'era o poco ci mancava.
Questi municipali avevano, come missione (ci siamo poi informati), di riempire col catrame le tre o quattro buche stradali più importanti. Troppe, a forza, le cadute, eccetera...
Incominciano, chissà perché, dal più grosso dicevamo. Ma, una volta messo tutto il catrame a loro disposizione, contenuto in due recipienti, in due secchi per il bucato, dopo aver dato una spolverata velocissima al buco principale si accorgono, alla fine, che ne hanno riempito, a malapena, i due terzi.
Là, incomincio' una grande discussione che definirei... uhm... uhm... che potremmo definire sia tecnico-surrealista che tecnico-allucinante (ci sono certe importanti differenze tra le due).
Uno di loro, avanzo' l’idea di prenderne la metà (del catrame già messo) e di metterlo negli altri buchi (il secondo ed il terzo buco). Per tutti gli restanti, “pu’si nni parra”.
Il secondo operaio interviene... con evidentissima acutezza, sicuramente dettata dalla sua lunga esperienza, dicendo che questo non sarebbe servito a granché...
Il terzo operaio, il caposquadra, affermo', allora, molto logicamente, che andava tolto dal primo e messo nel secondo (per importanza, scusate se mi ripeto ma bisogna essere precisi in questi casi).
Alla fine, la spunta lui; perché aveva visto giusto certo, ma anche perché, cosa ancora più importante, grazie alla qualifica, e lui che comanda mentre gli altri due eseguono.
Questi, riempiono di nuovo i secchi con il catrame tolto dal primo e cominciano a riempire, piano piano... con le manipude, il secondo. Il quale, pero’, si lascia colmare solo per i quattro quinti circa.
Ricomincia una nuova discussione, certamente più animata della precedente.
Ma, la Questione del Mezzogiorno facendosi sentire questi simpaticoni si mettono infine d’accordo. Ritolgono, velocemente adesso, tutto il loro catrame dal secondo, e oh Popoli dei 7 Mari e delle Montagne, riescono, perlomeno, apriti cielo, a riempire il terzo. Interamente!
Anzi, gliene resta un po’. Ma siccome a forza di essere entrato in contatto con la polvere etc. etc. è diversamente mal ridotto, lo buttano (mezza secchio) nella spazzatura, nei bidoni là vicino.
Raccolsero, donc, le due manipude, armani, andarono a lavarsene le mani. E rimisero in moto. E cioè: "Pum, Pam, Patapuum..."
E buon appetito.
I buchi, quasi tutti, vennero più o meno riempiti, prima della campagna elettorale. Parecchi mesi dopo.
Grazie alla quale si ebbero, per un corto periodo almeno, meno ammortizzatori e caviglie slogate; più qualche altra caduta...
E pensare che si possa sostenere che le elezioni comunali non servono a nulla!
Di queste ne abbiamo collezionate tante dicevamo. Ma rischieremmo di mandare il tilt internet se le mettessimo a getto continuo...
Certo, ci rendiamo pure conto che criticare le cose del proprio comunque simpatico paese resta è tutt’altro che piacevole, in fondo...
Fortunatamente che rispetto a certe prodezze possiamo riderne senza dispiacercene.
Perlomeno in certi casi. Politicamente più profondi. In fondo, si tratta di Buchi.
p.s.
qui sopra ho scritto: "all'epoca del pci r'occhettiano". Bisogna togliere l'apostrofo. Il R'Occhettiano , almeno nella sua forma più accomplita, si concretizzerà parecchi anni dopo, dopo il Muro...
p.p.s.
va be' va be', "accomplita" non si dice...
ah certe interferenze...
Ne approfitto per dire che sto concentrandomi su un altro aneddoto, su come presentare una certa agricoltura...
Ne avevo scritto tre o quattro fogli ma va riassunto e ritoccato.
Riguarda il povero, malcapitato pino silano che fu trapiantato in Piazza Annunziata durante un mese di luglio particolarmente afoso.
Là, i mezzi, anche pesanti, ed il personale (compresi 1 geometra ed 1 ingegnere), erano tanti di più...
Oh Popoli, ah quei quattro sacchi di "Concime 00 ..." (doppio zero), qualità speciale per pini silani trapiantati...
a presto spero
Gino ci è andata male,l'ingordo non se fatto sentire....se li è finiti da solo.
J.xck più che i nostri assessori "i tria 'e da chiazza" nella foto saremo noi fra qualche mese se non cambia l'andazzo!
Vado a dormire un oretta che è meglio!!!!!
Abbasso i pantaloni!
Abbasso le mutandine!
Viva la Natura...
ma cosa ci racconti? guarda che il capo dei giovani... invita a non cambiare stile di vita...
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