CARO SIGNOR ALESSANDRO BARICCO, PERCHE’ TAGLIARE I FONDI ALLA CULTURA E ALLO SPETTACOLO DESTINANDOLI, IN UNA QUASI ESCLUSIVA, SOLO ALLA TV ED ALLA SCUOLA? Bisognerebbe chiedere, invece, l’aumento dei fondi verso le attività culturali, arricchire ed aumentare le possibilità di incappare nell’arte e nella conoscenza, di avere più strade disponibili che portino la collettivita’ verso una ricca libertà di pensiero e di espressione. Signor Baricco uno come lei dovrebbe protestare contro i baracconi della "cultura" che succhiano da anni denaro pubblico, in cambio di una qualità che non è tale nemmeno nei paraggi. Come mai non lo fa?
SI FACCIA UNA CANNA… DOPO FORSE PENSERA'
PIU' LIBERAMENTE
per leggere l'articolo di Baricco clicca qui http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.htmlANGELO SPOSATO
4 commenti:
Up Patriots To Arms
La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle...
alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena
potete stare a galla.
E non è colpa mia se esistono carnefici
se esiste l'imbecillità
se le panchine sono piene di gente che sta male.
Up patriots to arms, Engagez-Vous
la musica contemporanea, mi butta giù.
L'ayatollah Khomeini per molti è santità
abbocchi sempre all'amo
le barricate in piazza le fai per conto della borghesia
che crea falsi miti di progresso
Chi vi credete che noi siam, per i capelli che portiam,
noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre.
Up ecc...
L'Impero della musica è giunto fino a noi
carico di menzogne
mandiamoli in pensione i direttori artistici
gli addetti alla cultura...
e non è colpa mia se esistono spettacoli
eon fumi e raggi laser
se le pedane sono piene
di scemi che si muovono.
Up ecc...
Sono solo canzonette
Mi ricordo che anni fa
di sfuggita
dentro a un bar
ho sentito un juke box
che suonava
e nei sogni di bambino
la chitarra era una spada
e chi non ci credeva
era un pirata
e la voglia
di cantare
e la voglia
di volare
forse mi e' venuta
proprio allora
forse e' stata una pazzia
pero' e' l'unica maniera
di dire sempre quello
che mi va
Non potro' mai diventare
direttore generale
delle poste
o delle ferrovie
non potro' mai far carriera
nel giornale della sera
anche perche' finirei in galera
mai nessuno mi dara'
il suo voto
per parlare
o per decidere
del suo futuro
nella mia categoria
tutta gente poco seria
di cui non ci si puo' fidare
Guarda invece che scienziati
che dottori
che avvocati
che folla di ministri e deputati
pensa che
in questo momento
proprio mentre io sto cantando
stanno seriamente lavorando
per i dubbi e le domande
che ti assillano
la mente
va' da loro
e non ti preoccupare
sono a tua disposizione
e sempre
senza esitazione
loro ti risponderanno
Io di risposte non ne ho
io faccio solo rock'n'roll
se ti conviene bene
io piu' di tanto
non posso fare
Gli impresari di partito
mi hanno fatto
un altro invito
e hanno detto
che finisce male
se non vado pure io
al raduno generale
della grande festa nazionale
Hanno detto
che non posso
rifiutarmi proprio adesso
che anche a loro
devo il mio successo
che son pazzo
ed incosciente
sono un irriconoscente
un sovversivo
un mezzo criminale
Ma che ci volete fare
non vi sembrero' normale
ma è l'istinto
che mi fa volare
non c'e' gioco
ne' finzione
perche' l'unica illusione
e' quella della realta'
della ragione
pero' a quelli in mala fede
sempre a caccia
delle streghe
dico no
non e' una cosa seria
E cosi' e'
se vi pare
ma lasciatemi sfogare
non mettetemi alle strette
o con quanto fiato ho in gola
vi urlero'
non c'e' paura
ma che politica
che cultura
sono solo canzonette
non mettetemi alle strette
sono solo
sono solo
canzonette
Sono solo canzonette
Mi ricordo che anni fa
di sfuggita
dentro a un bar
ho sentito un juke box
che suonava
e nei sogni di bambino
la chitarra era una spada
e chi non ci credeva
era un pirata
e la voglia
di cantare
e la voglia
di volare
forse mi e' venuta
proprio allora
forse e' stata una pazzia
pero' e' l'unica maniera
di dire sempre quello
che mi va
Non potro' mai diventare
direttore generale
delle poste
o delle ferrovie
non potro' mai far carriera
nel giornale della sera
anche perche' finirei in galera
mai nessuno mi dara'
il suo voto
per parlare
o per decidere
del suo futuro
nella mia categoria
tutta gente poco seria
di cui non ci si puo' fidare
Guarda invece che scienziati
che dottori
che avvocati
che folla di ministri e deputati
pensa che
in questo momento
proprio mentre io sto cantando
stanno seriamente lavorando
per i dubbi e le domande
che ti assillano
la mente
va' da loro
e non ti preoccupare
sono a tua disposizione
e sempre
senza esitazione
loro ti risponderanno
Io di risposte non ne ho
io faccio solo rock'n'roll
se ti conviene bene
io piu' di tanto
non posso fare
Gli impresari di partito
mi hanno fatto
un altro invito
e hanno detto
che finisce male
se non vado pure io
al raduno generale
della grande festa nazionale
Hanno detto
che non posso
rifiutarmi proprio adesso
che anche a loro
devo il mio successo
che son pazzo
ed incosciente
sono un irriconoscente
un sovversivo
un mezzo criminale
Ma che ci volete fare
non vi sembrero' normale
ma è l'istinto
che mi fa volare
non c'e' gioco
ne' finzione
perche' l'unica illusione
e' quella della realta'
della ragione
pero' a quelli in mala fede
sempre a caccia
delle streghe
dico no
non e' una cosa seria
E cosi' e'
se vi pare
ma lasciatemi sfogare
non mettetemi alle strette
o con quanto fiato ho in gola
vi urlero'
non c'e' paura
ma che politica
che cultura
sono solo canzonette
non mettetemi alle strette
sono solo
sono solo
canzonette
BARICCO E I SEGUACI DEL PENSIERO VELOCE
Autore: Mariangela Maritato Data: 26.02.2009
In Italia la percentuale del pil alla cultura è dieci volte inferiore alla media europea. Nel nostro paese si paga un canone che concorre col 47% al budget Rai, la televisione pubblica, i cui vertici (Cda e direttori) vengono nominati dalla maggioranza politica. Il presidente del Consiglio italiano è proprietario di tre canali televisivi e di una grande casa editrice come la Mondadori, in una situazione di palese conflitto d’interessi. C’è un diffuso malcontento sui programmi televisivi che ha fatto nascere il termine “tv spazzatura”. Dati di fatto che, a quanto pare, Alessandro Baricco non ha tenuto in debita considerazione quando, dalle colonne della Repubblica, ha lanciato il 24 febbraio una provocazione che ha scosso il mondo culturale italiano. “Basta soldi pubblici al teatro. Meglio puntare su scuola e tv”. Un monologo paradossale. Come se fosse l’introito pubblico a determinare la qualità dei programmi, scolastici e televisivi, che rendono i cittadini consapevoli e critici nei confronti della realtà che li circonda. Principio che, come lui stesso ricorda, è di un’importanza tale da legittimare il sistema democratico di uno Stato. Baricco, insomma, cade in contraddizione. In fondo è lui, come ha dichiarato in risposta Luca Barbareschi in un articolo di Repubblica del 25 febbraio a firma di Anna Bandettini, “ad aver fatto teatro a botta di sovvenzioni”. Quelle stesse che ora auspica che vengano tagliate. Le regole d’investimento dei soldi pubblici vanno sicuramente cambiate. Soprattutto in un periodo di recessione economica. Di sicuro, pagare un milione di euro per il presentatore di un Festival di Sanremo che, a parte l’accurata spettacolarizzazione dell’evento, ha lasciato molto scontento per qualità della musica e dei testi in gara, non è il modo migliore per fronteggiare la crisi. Pensate a cosa succederebbe se coloro che scelgono oggi come strutturare i programmi e quali “coltissimi” vip inserire nelle trasmissioni, avessero più soldi a disposizione.
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http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=6455
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