20 marzo 2009

CALCIO STORY



Partire da centro campo, scartare
tutti i difensori, arrivare davanti al
portiere e dribblare anche lui.
Fermare la palla sulla linea di porta,
inginocchiarmi e buttarla
dentro di testa.

(GEORGE BEST)


Alain Giresse formò, insieme a Platini, Tigana e Genghini, la più spettacolare linea di centrocampo del Mondiale 1982 e di tutta la storia del calcio francese. Sullo schermo del televisore, Giresse era così piccolo che sembrava sempre lontanissimo.
L’ungherese Puskas era tarchiato e grassoccio, come pure il tedesco Seeler. Eravamo giocatori dal fisico fragile l’olandese Cruyff e l’italiano Gianni Rivera. Pelè aveva i piedi piatti come Nèstor Rossi , il solido centrocampista argentino. Il brasiliano Rivelino faceva registrare il peggior rendimento nel test di Cooper, ma in campo non c’era chi riuscisse a catturarlo, e il suo centrocampista Sòcrates aveva il corpo di un airone, gambe lunghe e magrissime e piedi piccoli che si stancavano facilmente, ma era un maestro nei colpi di tacco e si prendeva il lusso di trasformare i rigori con il tallone.
Si sbagliano di brutto quelli che credono ch e le misure fisiche e gli indici di velocità e di
forza determinino l’efficacia di un giocatore di calcio, come si sbagliano di brutto coloro che credono che i test di intelligenza abbiamo qualcosa a che vedere con il talento. I buoni giocatori
di calcio possono non essere dei titani scolpiti da Michelangelo e anche molto meno.
Nel calcio, l’abilità è più de- terminante delle condizioni atletiche, e in molti casi l’abilità consiste
nell’arte di trasformare i limiti in virtù. Il colombiano Carlos Valderrama ha i piedi storti e la stortura gli serve per nascondere meglio il pallone. Lo stesso accadeva con i piedi storti di Garrincha. Dove si trova il pallone? Dietro le orecchie? Dentro le scarpe? Dove è andato a finire? L’uruguagio Cococho Alvarez, che camminava zoppicando, aveva un piede rivolto verso l’altro, e fu uno dei pochi difensori che riuscì a controllare Pelè senza malmenarlo. Furono due piccoletti grassottelli anche Romario e Maradona, le due stelle del Mondiale 1994. E hanno la stessa statura due attaccanti uruguagi che hanno avuto successo in Italia negli ultimi anni: Rubén Sosa
e Carlos Aguilera. Grazie alle loro minuscole dimensioni il brasiliano Leônidas, l’inglese Kevin Keegan, l’irlandese George Best e il danese Alan Simonsen, chiamato la Pulce,
riuscivano a sgattaiolare in mezzo a difese impenetrabili e si liberavano facilmente dei difensori più grandi che li braccavano con ogni mezzo ma non riuscivano a bloccarli. Era
stato piccolino ma blindato Felix Lostau, la mezzala sinistra della Maquina del River Plate, e lo chiamavano el Ventilador (il Ventilatore) perché era lui che dava aria al resto della squadra
facendosi inseguire dagli avversari. Gli uomini di Lilliput possono cambiare ritmo e accelerare bruscamente senza che crolli l’alto edificio del corpo.


TRATTO DA "SPLENDORI E MISERIE DEL GIOCO DEL CALCIO"
DI Eduardo Galeano

9 commenti:

Anonimo ha detto...

a parte Scaramuzzu ch'era quasi perfetto come compagno di squadra

Anonimo ha detto...

Certo certo. Ma, secondo me il migliore resta Foggia! Peccato che invece di giocare al calcio questo nostro geologo se n'è sempre andato ad olive

Anonimo ha detto...

Forse. Uhm, non credi, piuttosto, che il "giocatore perfetto", perlomeno secondo quanto ne scrive Eduardo Galeano che se ne intende, sarebbe stato Rocco? Guarda, aveva tutti i requisiti, ed anche qualcosa in più, se non si fosse messo in testa di marcare autoreti a dir basta, sia in trasferta che nel municipio

Anonimo ha detto...

Tu dici? E' vero che il collettivo, anche se non proprio di altissimo livello, ne ha risentito...

Anonimo ha detto...

Si si, le autoreti contano e come. Ma non dimenticare che per far parte dell'Acri i nostri campioni dovevano giocare continuamente a sinistra, su quell'ala. Ti rendi conto degli enormi varchi lasciati a disposizione degli avversari?! Una vera autostrada... Insomma, penso che buona parte della colpa l'hanno avuta gli allenatori, i presidenti, ed i segretari. Per decenni, ti posso garantire che non hanno fatto altro che prendere come modello l'URSS... Senza rendersi conto che la maggior parte dei calciatori dell'est volevano giocare a ovest!
Per dirti che se nel calcio non ci si metti un po' di fantasia, anche libertaria... Tra l'altro, è proprio questo che dice Eduardo.

Anonimo ha detto...

Ma vi ci sbarra la capa cu' si poditici!!!!!
Dassatici jiri...

Anonimo ha detto...

Charmantissima Libertà negata, stiamo parlando di calciatori, che c'entrano i politici????...........???

A proposito dell'Est, zitra vstamene v sest hodin...
(dumeanu n'azeamu alli sia...) pe' jiri a Praga
per una piccola settimana.
Andiamo a dire ahoj! a Kafka...
Na shledanou a tutti i Pirati...

Anonimo ha detto...

Quando Osvaldo Soriano scrive di calcio, tutti sono autorizzati a giocare. E a lasciarsi ispirare. "Forte è la tentazione di fare del calcio metafora della vita, così come quella di farne semplicemente un gioco e goderselo. E' tra queste due porte che il trio tira i suoi palloni, finendo a volte senza fiato ma felice". Con questo biglietto da visita il trio italo-argentino formato dalla voce di Peppe Servillo, il sax di Javier Girotto e Natalio Mangalavite al piano presenta il nuovo cd, Fútbol (il manifesto cd, in vendita a 10 euro) ispirato alla raccolta Fútbol - Storie di calcio di Osvaldo Soriano.

A quattro anni di distanza dal loro esordio (L'amico di Cordoba, il manifesto cd, 2004), i tre hanno messo in musica tredici racconti sul fútbol in cui si alternano storie di vita, d'amore e di pallone tra gioie, delusioni, dissapori, spirito di squadra e assolo del fantasista, vittorie e sconfitte, campioni come Maradona o Pelé.

Anonimo ha detto...

Quando Osvaldo Soriano scrive di calcio, tutti sono autorizzati a giocare. E a lasciarsi ispirare. "Forte è la tentazione di fare del calcio metafora della vita, così come quella di farne semplicemente un gioco e goderselo. E' tra queste due porte che il trio tira i suoi palloni, finendo a volte senza fiato ma felice". Con questo biglietto da visita il trio italo-argentino formato dalla voce di Peppe Servillo, il sax di Javier Girotto e Natalio Mangalavite al piano presenta il nuovo cd, Fútbol (il manifesto cd, in vendita a 10 euro) ispirato alla raccolta Fútbol - Storie di calcio di Osvaldo Soriano.

A quattro anni di distanza dal loro esordio (L'amico di Cordoba, il manifesto cd, 2004), i tre hanno messo in musica tredici racconti sul fútbol in cui si alternano storie di vita, d'amore e di pallone tra gioie, delusioni, dissapori, spirito di squadra e assolo del fantasista, vittorie e sconfitte, campioni come Maradona o Pelé.