
Avrete certamente notato la nostra provocazione con il sondaggio in corso, per tastare il terreno prima di affondare il passo nel fango della politica acrese. Ci stiamo organizzando per creare una lista elettorale che ruoti attorno ad un nostro candidato sindaco, per le prossime comunali, ed attorno alle nostre idee, correnti in altri luoghi, ma sicuramente contro-corrente e di avanguardia difronte all'arretratezza di Acri. La volontà di dar vita ad un gruppo politico e di sperarlo attivo amministrativamente nasce dalla considerazione che, per cambiare la nostra città, serve arrivare a Palazzo Gencarelli con i consensi elettorali, quindi redigere un programma di Lista che tocchi, principalmente, il lato economico e culturale, in compensazione reciproca, con un pensiero di sviluppo che evada dal concepimento medievale di questi punti toccati in maniera sempre più retrograda ed incopetente dai nostri passati, presenti e, forse, futuri amministratori. Nelle prossime settimane sceglieremo insieme il nostro candidato Sindaco ed un gruppo di possibili assessori, sulla esclusiva base della competenza e della conoscenza del settore e, non ultima, dell'umiltà. Sappiamo già che qualche partecipante al Blog non sarà daccordo, ma, secondo noi, oggi è necessario schierarsi in maniera frontale sullo stesso campo, per poter cambiare strada a questa città o se no prendere quella solita discesa che porta alla prima stazione ed emigrare.
LA REDAZIONE
19 commenti:
se andiamo a governare poi come facciamo a criticarci sul blog?
Buongiorno.
Ha visto Signor Sindaco che ci hanno già spodestato?
Vatti a fidare degli amici!!!
Sono convinta anch'io che le elezioni non siano il fine ultimo, almeno non per quelli che vedono la politica come una vera e propia missione.
Solo il punto di partenza.
Prima di partire però bisogna accertarsi che l' autista sia in grado di guidare.
Prendere la patente è un conto,saper guidare un altro.
Comunque, mi congratulo con la redazione per il coraggio che mostrano a voler affrontare un impresa non del tutto facile.
E suggerirei di iniziare adesso a sensibilizzare gli animi.
La gente va avvicinata alla politica ed educata alla conoscenza di questa, solo così le case possono davvero cambiare e funzionare.
Un buon governo presuppone un forte dialogo fra governo e governati. Il problema del meridione è proprio questo,l'eccessiva distanza fra la politica e la gente.
Distanza che ha creato nel corso dei secoli quell'idea tutta nostra che lo stato è cattivo e crudele e che bisogna fregarlo.
Non ci siamo mai sentiti Noi lo stato,piuttosto l'antistato.
E' vero che abbiamo dovuto lottare duramente per sopravvivere. Non a caso Repaci usa l'espressione Calabria terra in perenne doglia di parto. Per secoli i detentori del potere hanno sfruttato e martoriato questa terra e la sua gente. Dalle bugie di Garibaldi,che ci aveva promesso terre che nessun contadino ha mai visto, alle politiche post-unitarie che hanno continuato a favorire signori e signorotti a discapito del benessere collettivo,con l'aiuto della chiesa e dei sacerdoti che inculcavano nelle menti dei condatini l'idea che la povertà fosse un castigo di Dio per i peccati commessi. E noi ignoranti a crederci. Poi ci siamo fatti prendere in giro dalla DC e dalla cassa del mezzogiorno. E' mentre al nord si lavorava per ricostruire il paese e si dava avvio al miracolo economico noi lesinavamo il pane ai soliti Don.
E quando negli anni settanta la Calabria si fece finalmente sentire con la rivolta di Reggio,lo stato ci ricattò ancora con quella magica parolina che ci rende schiavi ancora oggi:IL LAVORO.(Vincenzo Bova nell'analisi della fine del movimento concluderà con l'affermare che quello che resta del confronto fra istituzioni e movimento è solo un sentimento dell'etica della sconfitta.)
Ovvio che poi scagliarti contro un tuo simile piuttosto che contro il "signore di turno",sia normale. In qualche modo devi pur sfogare secoli di rabbia repressa.
Adesso però non siamo più analfabeti,tanti di noi lo sanno che il potere sta in mano al popolo,che il politico di turno è un uomo come tanti,magari il vicino che da bambino incontravi per strada con le pezze al culo.E se allora lo prendevi in giro perchè adesso lo riverisci come se fosse un dio?
Perchè continuiamo ad essere servi?
Forse perchè quel posticino di zio alla forestale va ancora pagato?
Quando la smetteremo di vivere d'assistenzialismo?
Perchè invece di lavorare tutto l'anno ci facciamo licenziare dopo sei mesi per poter prendere il sussidio di disoccupazione?
Il lavoro è un diritto sacrosanto dell'individuo ma il benessere del singolo non può andare a discapito del bene comune.
Le cause degli incendi delle scorsa estate ne sono un lampante esempio.
Se fossi io a fare le leggi non darei più nessun incentivo al meridione.
La lega su molte cose ha ragione.
I soldi dello stato servono per produrre ricchezza e sono giusti lì dove si dimostra capacità produttiva e di gestione.
Noi che abbiamo dimostrato fin'ora?
Che questo sistema del magna magna a noi piace perchè gira vota e riminia qualche briciola la mangiamo pure noi!
Eppure di menti illuminate la Calabria ne ha prodotte tante,e molte nate dalla miseria.
Ecco perchè il primo passo da fare verso il cambiamento è la presa di coscienza degli errori commessi.
Non possiamo continuare ad attribuire responsabilità solo ai padroni. Anche i servi devono prendere coscienza dei propri errori.
Mi piace pensare che prima o poi guariremo da questa piaga da decubito che ci tormenta.
Buongiorno a tutti i Pirati!
Libertà negata accenna a VINCENZO BOVA nel suo denso commento, più sopra.
Un suo interessante testo (l'introduzione) lo si puo' trovare sul web, nel libro di P. Fantozzi, ed. Rubbettino 2003.
Vi metto l'indicazione:
'Giovani in Calabria' -
de Pietro Fantozzi - 2003 - 336 pages.
'Introduzione Vincenzo Bova
books.google.fr/books?isbn=8849808585...'
In questo libro, troviamo tante statistiche con analisi sociologiche etc., sui GIOVANI CALABRESI; E' molto interessante.
D'altronde, cliccando su 'Vincenzo Bova' (prof. straord. all'unical), si trovano notizie dettagliate sui suoi scritti ed articoli.
Vale veramente il piacere darci una buona "occhiata" a tutto questo.
Buongiorno.
E' ovvio che su certe cose siamo d'accordo,non poteva che essere così.
Ti domandi se ci vuole una rivouzione?
Si che ci vuole,ma una rivoluzione pacifica guidata da quelle menti illuminate che per troppo tempo hanno usata la loro conoscenza solo nei salottini bene,un pò come gli intellettuali acresi. Penso sia necessario adesso metterla in piazza,farne dono ai bisognosi, a tutti quelli che vivono ancora sotto incantesimo.
Sia Bova che Fantozzi si occupano da anni di descrivere la calabria e i suoi fenomeni sociali distorti.
Solo che Bova lo fa da calabrese umile e amareggiato,Fantozzi da intellettuale di sinistra "sò tutto io" e "sono il meglio".
Considerazione questa che non vuole sminuire i sui validi studi.
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