
Abbiamo notato una certa pertinacia da parte della stampa locale sulla cosiddetta “parentopoli” nostrana ed una veemenza, aliena ad altri fatti ben più gravi, nei confronti dell’assessore Pascuzzo al quale è stata attribuita la molto oculata scelta di alcuni scrutatori per le prossime elezioni politiche. Ci pare giusto affrontare il problema dei legami parentali nelle liste degli scrutatori, ma è ancora più giusto non confinarlo ad una presunta ingerenza del solo Pascuzzo. Infatti, tale pratica sembra essere un’usanza che fa parte della tradizione politica locale ormai da anni, ed accusare una persona in particolare è semplicemente un additamento ipocrita che determina la pochezza del possessore del dito. Chiamare alla colpa soltanto l’assessore alla cultura è come determinare che ad Acri, come nel calcio, esista la sudditanza psicologica con chi è più potente ed allora l’arbitro fischierà il fallo sempre alla squadra che conta di meno.
LA REDAZIONE
LA REDAZIONE
5 commenti:
Non ho ancora letto la "Stampa" locale: quanto riporta... sul nostro concittadino.
Ma, a proposito del "dito" e delle abituali parentele. Sulla nostra disgraziata nonché sciagurata "Parentopoli": condivido il pensiero della Redazione.
Cio' detto, credo che da noi si faranno veri progressi (effettivi) dal momento in cui queste "dita" (i famosi: "cumu 'i jiditi 'e 'na meana") li utilizzeremo per stringere (con sincerità, con onestà) la mano degli altri; come se, senza Parentela, fosse quella di Fratelli. E' evidente...
Notate che certe possibili altre utilizzazioni - alle quali forse state pensando - non li ho prese in considerazione.
Una parola, personale, per "Libertà negata": cara amica "Vice", in un tuo commento di qualche giorno fa, ci domandavi: "si batte la fiacca?"!
E tu, cara Libertà, cosa stai facendo di bello? Sei in vacanza nel Polo Nord?!
A presto spero.
Mio caro Sindaco,innanzi tutto ben tornato.
Non sono ancora andata al Polo,ogni
tanto devo lavorar anch'io.
E poi non mi fanno il passaporto perchè non pago da tempo il bollo auto.
Se vorrò realizzare questo sogno sarò costretta a pagare oppure a cambiar nome,ma con la fortuna che ho mi beccano subito.
Mi piacerebbe tanto poter diventare clandestino nel mio paese:se mi trovano senza documenti non mi fanno niente;
se rubo non mi fanno niente;
se uccido non mi fanno niente;
se lavoro in nero non sono obbligata ad aver un conto in banca,e quindi mi godo completamente i guadagni;
non pago l'assicurazione auto;
non pago l'ici ed i tributi per l'acqua e la spazzatura; etc,etc. E faccio la stessa vita che faccio ora,mal che vada mi faccio qualche ora in caserma!!
Senza contare il fatto che non riceverò più le lettere a casa, ora dell'uno ora dell'altro partito,con il fax-simile della scheda elettorale.
Ma non l'hanno capito che non ci vado a votare, non mi piacerebbe proprio far la fine dei tre porcellini dell'immagine.
In Francia le spediscono pure queste belle letterine?
Sulla questione "parentopoli da seggio", anch'io condivido il pensiero della redazione.
Si sono scagliati contro uno soltanto(l'urtimu buttunu e da vrachetta) quando in realtà è una abitudine vecchia e radicata nel paesello nostro.
Almeno adesso vengono distribuiti un pò a tutti i partiti mentre prima era tutto nelle mani di uno pseudo sistema a sorteggio super manipolato dal sorteggiatore di turno.Il sistema funzionava pressappoco così:si inserivano nel pc due dischetti, uno con nomi a caso(tanto per non dare troppo nell'occhio),l'altro con nomi "Parenti".
Se davvero vogliono far denuncia perchè non dicono che "amicopoli" è un sistema presente anche nell'assegnazione dei presidenti di seggio.
Basta aver un amico a Catanzaro(o qualcuno che telefoni da qui) ed... opplà il seggio è pronto!
In Francia le spediscono pure.
Ma, come al solito... noi siamo molto più generosi...
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